I marziani sono sbarcati in parlamento. E, venendo da Marte, non sanno bene come funzionano le istituzioni in questo Paese, non sanno quanti sono i parlamentari né come si elegge il Capo dello Stato. Ma in due giorni di corso intensivo si prepareranno ben benino ai nuovi incarichi.
Il ricambio ci voleva, non per il fatto che i terrestri sono tutti ladri, ma perché è ora che un’altra razza goda dei privilegi di cui hanno goduto finora gli altri.
Infatti sul finale di Visitors ci aspettiamo il colpo di scena: i lucertoloni, in realtà, sono terrestri. Per la precisione terrestri italiani.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Rifletto se gettarmi in questo inferno il 26 aprile a Bologna.
Visualizzazione post con etichetta Senza Categoria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Senza Categoria. Mostra tutti i post
domenica 3 marzo 2013
mercoledì 26 dicembre 2012
LUCE DONA ALLE MENTI
Un post natalizio solo nel titolo. Anche perché continuo a non capire come si faccia, con tutto quello che è successo in duemila anni di storia, a celebrare ancora con tanta enfasi la nascita e la morte di uno (uno solo) che peraltro deve il suo successo ai racconti di persone che neanche l'hanno conosciuto. E con tutti gli altri martiri del pensiero libero che ci sono stati nei secoli, da Ipazia a Giordano Bruno, dai partigiani a Falcone e Borsellino, fino a Bradley Manning.
Voglio dire, in duemila anni Dio poteva pure mandare qualcun altro, che una sola crocifissione a giustificare l'immenso potere della Chiesa sull'opinione pubblica mi sembra un po' poco. Diciamo che il sacrificio di un altro figlio per ciascun secolo sarebbe stato più convincente.
Detto questo, è chiaro che secondo me la "luce alle menti" non possiamo che darcela da soli. Magari leggendo l'ultimo saggio di John Holloway, Crack Capitalism, la cui copertina è più pasquale che natalizia, ma i contenuti valgono per tutte le stagioni.
Si sa dai tempi di Etienne de la Boetie, e ormai l'hanno capito tutti tranne qualche sindacato, che la rivoluzione deve essere individuale, per evitare che il sistema (l'impero?) fagociti la protesta e i suoi leader, li digerisca e tragga beneficio da questi nemici apparenti. Niente capi allora, niente proteste di piazza, solo cambiamenti nel proprio stile di vita, nei comportamenti. Liberarsi per quanto possibile dalla schiavitù del denaro, ritrovare il gusto della condivisione, creare spazi sociali per l'incontro con gli altri, smettere di servire (mi permetto di aggiungere: nella doppia accezione del termine). Insomma, aprire delle crepe in questo cielo di cartapesta che ricopre tutto e che pensiamo essere l'unica ineluttabile possibilità.
E soprattutto abbandonare il lavoro astratto per dedicarsi a qualcosa che piace, per cui ci si sente naturalmente portati, che dia soddisfazione. Dedicarsi al fare abbandonando l'ammaestramento cui ci costringe il capitale.
Con il latino mulier abscondita Holloway indica tutti coloro che partecipano in solitaria a questo sforzo anticapitalistico. Gli stessi che io qualche anno fa, con inconsueta preveggenza, nel mio primo privatissimo e ingenuo tentativo di scrittura creativa, avevo chiamato le comari assenti.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Lavori nell'appartamento a fianco, che è rimasto vuoto per sette anni e ora si anima.
Voglio dire, in duemila anni Dio poteva pure mandare qualcun altro, che una sola crocifissione a giustificare l'immenso potere della Chiesa sull'opinione pubblica mi sembra un po' poco. Diciamo che il sacrificio di un altro figlio per ciascun secolo sarebbe stato più convincente.
Detto questo, è chiaro che secondo me la "luce alle menti" non possiamo che darcela da soli. Magari leggendo l'ultimo saggio di John Holloway, Crack Capitalism, la cui copertina è più pasquale che natalizia, ma i contenuti valgono per tutte le stagioni.
Si sa dai tempi di Etienne de la Boetie, e ormai l'hanno capito tutti tranne qualche sindacato, che la rivoluzione deve essere individuale, per evitare che il sistema (l'impero?) fagociti la protesta e i suoi leader, li digerisca e tragga beneficio da questi nemici apparenti. Niente capi allora, niente proteste di piazza, solo cambiamenti nel proprio stile di vita, nei comportamenti. Liberarsi per quanto possibile dalla schiavitù del denaro, ritrovare il gusto della condivisione, creare spazi sociali per l'incontro con gli altri, smettere di servire (mi permetto di aggiungere: nella doppia accezione del termine). Insomma, aprire delle crepe in questo cielo di cartapesta che ricopre tutto e che pensiamo essere l'unica ineluttabile possibilità.
E soprattutto abbandonare il lavoro astratto per dedicarsi a qualcosa che piace, per cui ci si sente naturalmente portati, che dia soddisfazione. Dedicarsi al fare abbandonando l'ammaestramento cui ci costringe il capitale.
Con il latino mulier abscondita Holloway indica tutti coloro che partecipano in solitaria a questo sforzo anticapitalistico. Gli stessi che io qualche anno fa, con inconsueta preveggenza, nel mio primo privatissimo e ingenuo tentativo di scrittura creativa, avevo chiamato le comari assenti.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Lavori nell'appartamento a fianco, che è rimasto vuoto per sette anni e ora si anima.
mercoledì 12 dicembre 2012
NIENTE DA DIRE?
Niente da raccontare per quasi cinque mesi? Si, qualcosa si, ma nulla di particolarmente originale. Così ho preso una pausa un po' più lunga del solito.
Riprendo per segnalare un gruppo musicale di cui ascolto il primo album a ripetizione: gli ALT-J. Qualche tempo fa ho sentito per radio il loro singolo Something Good e me ne sono innamorato. Purtroppo li ho persi dal vivo al Bronson di Ravenna perché mi sono deciso quando i biglietti erano ormai esauriti.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: ovviamente ALT-J, An Awesome Wave
Quattro geek inglesi che fanno un indie pop mischiato con il folk e l'elettronica
Riprendo per segnalare un gruppo musicale di cui ascolto il primo album a ripetizione: gli ALT-J. Qualche tempo fa ho sentito per radio il loro singolo Something Good e me ne sono innamorato. Purtroppo li ho persi dal vivo al Bronson di Ravenna perché mi sono deciso quando i biglietti erano ormai esauriti.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: ovviamente ALT-J, An Awesome Wave
Quattro geek inglesi che fanno un indie pop mischiato con il folk e l'elettronica
domenica 1 aprile 2012
ADDAVENI' BAFFONE
Il problema ai nostri tempi è che il futuro non è come è sempre stato
Paul Valéry
Sono notizie degli ultimi giorni che:
- i 10 più ricchi d'Italia possiedono quanto 3 milioni di poveri;
- i redditi degli imprenditori sono mediamente più bassi di quelli dei dipendenti;
- nel resto d'Europa esiste il reddito di cittadinanza.
E non sono pesci d'aprile. Insomma, in Italia siamo campioni di mancanza di equità, evasione fiscale, carenza di stato sociale. Alla faccia del progresso.
Per fortuna non ci batte nessuno neanche in assopimento delle passioni.
mercoledì 8 febbraio 2012
BARBE E GATTI
Una volta tanto sono in sintonia con l'assurda moda internettistica del momento: immagini di barbuti in compagnia di gatti.
Ci sono almeno un paio di siti a tema:
Dudes with beards with cats
Boys with beards with cats
Il vitellone nella foto sopra (non quello con la barba, quello con i baffi) è lo stesso che sei anni fa sonnecchiava con i fratellini a bordo cesta dopo una lettura svagante:
AGGIORNAMENTO 24/3: Ci siamo anche noi.
domenica 8 gennaio 2012
GLI EBOOK FANNO SFRACELLI
Il giorno della Befana cercavo qualche spunto per un lavoro che devo fare in questi giorni su follia e diversità. Individuato un libro interessante ("Pazzi come noi" di Ethan Watters), cerco l'ebook per mettermi subito a leggere. Niente: l'edizione in italiano esiste solo a stampa.
Bene, penso, lo prendo in inglese e buona notte. Trovo l'ebook sul sito dell'editore originale a euro 9,99 (che non è poco, trattandosi di un file replicabile a costo zero), avvio la procedura per acquistarlo ma scopro che dall'Italia non lo posso comprare. Voglio dire: si tratta di un banale download, perché non lo posso fare dall'Italia? Provo con un altro paio di librerie inglesi online, stesso risultato. E' evidente che c'è un problema di esclusiva dei diritti.
Infatti alla fine lo trovo su amazon.it, ma non è in formato Adobe Digital Editions - ovvero lo stesso di altri ebook che ho acquistato questa estate su IBS. E' disponibile solo in formato Kindle, quindi devo scaricare anche l'applicazione Kindle, che è l'unica con cui lo si può leggere. L'applicazione è gratuita, ma devo tenere sul PC due programmi diversi: uno per leggere certi libri, uno per leggerne altri. Mossa furba e protezionistica di Amazon per fare in modo che, quando si comincia a leggere libri Kindle, convenga continuare a leggere libri Kindle (che vende solo lei) anche quando ci sarebbe l'alternativa.
Poi non posso:
- stampare il libro (neanche parzialmente);
- copiare e incollare parti del testo (altrimenti lo copi tutto e lo incolli in word e lo stampi e fine delle protezioni);
- prestarlo a qualcuno, perché l'applicazione di lettura è legata all'account che fa gli acquisti;
Insomma, mi chiedo se vale la pena sopportare tutte queste limitazioni pur di avere un libro subito, peraltro a un costo sproporzionato.
venerdì 30 dicembre 2011
ADDIO MERDAIOLO
In questo mondo non vi sono che due tragedie: una è causata dal non ottenere ciò che si desidera, l'altra dall'ottenerlo.
Quest'ultima è la peggiore, la vera tragedia.
Oscar Wilde, Il ventaglio di Lady Windermere
Quest'ultima è la peggiore, la vera tragedia.
Oscar Wilde, Il ventaglio di Lady Windermere
Conduco una vita filosofica. Come si conduce una vita filosofica? Pensando. Riflettendo su tutto, problematizzando, ESAMINANDO a fondo ogni minimo aspetto della realtà. Applicando sempre il dubbio, cercando a ritroso le ragioni delle ragioni delle ragioni delle ragioni delle cose in cui si crede. Abitando la distanza ma rimanendo alla larga dalle passioni, schivando qualsiasi impeto irrazionale.
Conduco una vita filosofica. Eppure a volte mi ritrovo, mutatis mutandis, come il conte Mascetti quando lascia la Titti dopo averla beccata a letto con una ragazza e dopo il tentato suicidio di sua moglie:
Mascetti: "Devo parlarti"
E parlò quasi un'ora con voce ferma, la voce dell'uomo che vede chiaramente qual è il suo dovere ed è deciso a farlo anche se gli costa metà del suo sangue.
Mascetti: "...e poi io ho già troppe colpe verso quella povera disgraziata. Ci mancherebbe altro che rifacesse quel gesto. No no, non mi ci far nemmeno pensare perché, guarda, non potrei sopportarlo. Sarei capace di uccidermi pure io. Perché vedi, tu sei giovane e hai diritto di essere incoscente, ma io no, NO! Capisci? Si, lo so, ti sto rovinando. Io non posso pretendere di ipotecare il tuo avvenire. Non me lo perdonerei mai. E poi, poi tu a un certo momento potresti anche dirmi che tutte queste belle cose le sapevamo fin da prima, che magari questo è soltanto un pretesto per liberarmi di te dopo che ho saputo di quel tuo difettino. Poi difettino fino a che punto non lo so. No no, la verità è un'altra: bisogna saper guardare in faccia la realtà. E' stato un sogno, un sogno molto bello e basta. Tu hai 18 anni, io ne ho 52. Non è per quei 34 anni di differenza, che poi sarebbero il meno. E' che il nostro amore non può avere nessun avvenire.
Coraggio Titti, è meglio che ci togliamo il coltello dalla piaga e non ci pensiamo più.
Ma sì, è l'unica.
Addio Titti."
Titti (masticando una gomma): "Addio merdaiolo, ci si vede domani al solito posto, a mezzogiorno!"
Mascetti: "No, alla mezza, a mezzogiorno ho un pignoramento!"
Titti: "Va bene!"
Per fortuna la delusione, poi, è assicurata. Ma non si addice a un aspirante consulente filosofico.
sabato 10 dicembre 2011
LACRIME E SANGUE... DEI SOLITI NOTI
Stamattina l'ennesima richiesta di scontrino all'ennesimo barista. E un pensiero: se tutti quelli che pagano le tasse alla fonte costringessero a pagarle anche quelli che lo fanno come opzione, forse ci sarebbero meno lacrime e sangue nelle manovre finanziarie del governo.
Ma siamo italiani.
domenica 23 ottobre 2011
NAMEBOOK
Ancora sul mio social network preferito.
Facebook è stato il primo a chiedere agli utenti di usare il nome proprio. Addio allo sfoggio di fantasia dei nickname, alla scelta di un avatar, a un insieme di simboli e invenzioni che ci rappresenti meglio di quanto non faccia il nostro aspetto.
La realtà è di nuovo quella "di fuori", che non è LA realtà ma solo ciò che i sensi ci restituiscono (si chieda a un pittore surrealista cosa pensa in proposito).
Presentando la nuova timeline che compare sui profili, Mark Zuckerberg ha detto questa perla:
Vogliamo fare in modo che la Timeline sia un po' come casa nostra. Sarà possibile curarla personalmente, nascondere quello che non vogliamo appaia, in modo che esprima veramente ciò che siamo.
Un network che ha il vezzo di associare il nome all'immagine, casomai, esprimerebbe ciò che veramente siamo proprio se facesse comparire quello che non vogliamo appaia. Siamo quel nome (di cui non siamo responsabili), quell'immagine (di cui siamo solo parzialmente responsabili), siamo una rete di relazioni, ma siamo solo una parte della nostra biografia: quella che ci piace mettere in mostra. Mah...
Diceva Jacques Derrida: Ho il gusto del segreto, ho un moto di timore o terrore davanti a uno spazio politico, per esempio, a uno spazio pubblico, che non dia spazio al segreto. Per me, esigere che si metta tutto in piazza e che non ci sia foro interno è già il farsi totalitaria della democrazia. Se non si mantiene il diritto al segreto si entra in uno spazio totalitario.
Ovvio che su Facebook si possa mettere solo ciò che si vuole, senza svelare proprio tutto tutto. Ma già a proposito del nome proprio, Andrea Tagliapietra nel 2002 chiosava:
In questo spazio totalitario, la prima domanda riguarda l'identità. Ogni rilevamento poliziesco inizia con la dichiarazione delle "generalità". Per Canetti è, questa, la richiesta più arcaica, che rivela "il dubitoso rapporto con la preda: Chi sei? Ti si può mangiare?". Con il possesso del nome (o la sua attribuzione mediante l'atto di nominare) si manifesta il potere assoluto di chi ottiene la rivelazione del nome su chi viene costretto a confessarlo. Si tratta di un potere di vita o di morte. Nella favola, splendidamente raccontata dalla musica di Puccini, il principe Calaf, "scioglitore di enigmi", vince Turandot indovinandone il nome e proponendo alla crudele principessa il controenigma del segreto del suo stesso nome. Come recita la celeberrima romanza, cavallo di battaglia di molti tenori: "Il mio mistero è chiuso in me / il nome mio nessun saprà!"
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: la Turandot? No, Sick Tamburo, Sick Tamburo
lunedì 26 settembre 2011
domenica 11 settembre 2011
L'anima del commercio
martedì 30 agosto 2011
PAESE CIVILE? NO, SVIZZERA
Sia chiaro che gli istinti belligeranti non sono propri di una nazione o di un'altra, bensì dei singoli esseri umani. E non è che gli svizzeri siano marziani. Immaginatevi questi poveri guerrafondai repressi che non possono attaccare neanche, che so, quei terroni comaschi che entrano a migliaia nel Canton Ticino per andare a far benzina a Campione d'Italia perché costa meno. Devono pure rifarsi su qualcuno.
Per fortuna che ci sono i gatti. Randagi o meno lo deciderà poi l'autopsia.
Comincerò a boicottare i prodotti tipici svizzeri: orologi, cioccolato, coltellini, Croce Rossa (nel senso che, se mai dovessi averne bisogno, rifiuterò l'aiuto di una crocerossina).
Ah la Svizzera, questo paese così civile, che custodisce gelosamente l'oro nazista e i conti coperti dei ricconi italiani.
Ah, che paese civile.
Pulito e civile.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Mi faccio prendere dalla reazione emotiva e sbaglio a generalizzare. Onore agli svizzeri di SOS Chats che hanno fatto il possibile per evitare questo scandalo.
sabato 27 agosto 2011
NOBLESSE OBLIO
Mai sentito parlare di downshifting? Ecco una semplice definizione: "la pratica di semplificare lo stile di vita per slegarsi dal possesso di beni materiali e dalla felicità fittizia che ne deriva."
Ed ecco la parabola del pescatore messicano:
Un banchiere americano sta sul molo di un piccolo villaggio sulla costa messicana quando vede approdare un piccolo peschereccio con un solo uomo a bordo. Dentro la modesta imbarcazione ci sono alcuni tonni pinna gialla. L'americano fa i complimenti al messicano per la qualità del pesce e gli chiede quanto ci è voluto per pescarlo.
"Oh, ben poco tempo" replica il pescatore.
L'americano allora gli chiede perché non è rimasto in mare più tempo per pescarne dell'altro.
Il messicano gli dice che quella quantità è sufficiente a soddisfare i bisogni della sua famiglia per un po'.
"Ma cosa fai tutto il resto del tempo?" continua l'americano incuriosito.
"Bè, dormo fino a tardi, pesco un po', gioco con i miei figli, faccio la siesta con mia moglie Maria, poi vado fino in paese tutte le sere per sorseggiare vino e suonare la chitarra con i miei amigos. Come vedi ho una vita piuttosto piena."
L'americano sbuffa: "Guarda, ho un master ad Harvard e ti posso aiutare. Dovresti passare più tempo a pescare, e con il ricavato comperarti una barca più grande. Quindi con il ricavato della barca più grande, comperare tante altre barche. Alla fine avresti una flotta di barche da pesca! Invece di vendere il pescato a un intermediario, potresti aprire uno stabilimento in proprio per gestire direttamente il controllo del prodotto, la lavorazione e la distribuzione. Così potresti abbandonare questo piccolo villaggio e trasferirti a Mexico City, Los Angeles e magari addirittura a New York, da dove seguire l'espansione della tua azienda."
"Ma quanto ci vorrà?" chiede il pescatore.
Al che l'americano risponde: "15 o 20 anni".
"E poi?"
Il banchiere ride di gusto: "Ora viene la parte migliore. Al momento giusto annuncerai un'OPA e venderai le tue azioni al pubblico e diventerai ricchissimo. Farai i milioni!"
"Milioni... E poi?"
E l'americano: "A quel punto potrai ritirarti in un piccolo villaggio della costa, dormire fino a tardi, pescare un po', giocare con i tuoi figli, fare la siesta con tua moglie Maria e andare fino in paese tutte le sere per sorseggiare vino e suonare la chitarra con i tuoi amigos."
Quant'è difficile comprendere i tempi che viviamo: ci si deve fare carico di tutta la complessità che invece la storiografia toglie al passato. Ci vorrebbe un salto di 100 anni nel futuro per vedere cosa si dice di noi e poi tornare indietro per spiegarlo ai presenti.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
La temperatura cala un po', per fortuna.
martedì 16 agosto 2011
...
che giova ansimar forte
per l'erta faticosa?
Né voglio più, né posso.
Più scaltro degli scaltri
dal margine d'un fosso
guardo passare gli altri.
E mi fan pena tutti,
contenti e non contenti,
tutti pur che viventi,
in carnevali e in lutti.
(Guido Gozzano, Nemesi)
|
Di notte ogni tanto mi capita, in sogno, di trovare il senso della vita. E' un pensiero che mi dà grande soddisfazione. Lo penso e lo ripenso, cerco di fissarlo nella mente, ma mai abbastanza da ricordarmelo la mattina dopo. Tanto che ho il sospetto che non sia stato un sogno mio ma di Pancho, che dorme nella sua cesta di fianco a me.
giovedì 21 luglio 2011
LA DONNA IDEALE
Per me è questa.
In pratica deve essere di sinistrissima, ordinario di Filosofia Morale in un'università parigina, annoverata tra i 50 intellettuali più influenti di oggi, e deve aver scritto un libro che si intitola "Estensione del dominio della manipolazione - Dall'azienda alla vita privata".
Non mi sembra di chiedere molto.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Penso ok, difficilmente sarei il suo uomo ideale.
In pratica deve essere di sinistrissima, ordinario di Filosofia Morale in un'università parigina, annoverata tra i 50 intellettuali più influenti di oggi, e deve aver scritto un libro che si intitola "Estensione del dominio della manipolazione - Dall'azienda alla vita privata".
Non mi sembra di chiedere molto.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Penso ok, difficilmente sarei il suo uomo ideale.
giovedì 7 luglio 2011
DIALOGO TRA UNA PARTIGIANA E UN SEDICENTE HACKER
Dì un po' figliolo, che fate oggi per difendere la libertà e cacciare gli oppressori?
Bè, accendiamo il computer, avviamo un programma e premiamo un tasto per mandare in palla il sito del governo.
Il sito?
Il sito. Voi invece...
Io nel '44 facevo la staffetta tra Civitella e San Pancrazio, praticamente sulla Linea Gotica. Nascondevo i viveri per i partigiani nella cartella della scuola. Una volta a me e a mia madre ci hanno fermate i tedeschi che volevano sapere di mio fratello e i suoi compagni. Ci ha salvato il prete.
Ah.
Eh.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Partono gli irrigatori del giardino.
Partono gli irrigatori del giardino.
sabato 18 giugno 2011
TMSKY: CARNE AL VENTO
1. Psycho Mamba
2. Fiore Passo
3. Nanica
4. Il Burattinaio
5. Fondamentalmente
6. Met'(Amo)rfosi
7. Cellule Instabili
8. Turbotromba
9. Il Santona
10. Aria
Per info:
carnealvento@libero.it
su MySpace TM Sky
su Facebook T.m. Scai
venerdì 10 giugno 2011
ALLA FACCIA DELLA PRIVACY
Facebook ha inaugurato il servizio di riconoscimento facciale per le foto. Vuol dire che, quando caricherai una foto in cui compaiono dei volti, il sistema riconoscerà automaticamente di chi sono (o almeno ci proverà) sempre che siano utenti di FB.
Chi avrebbe immaginato 500 anni fa che un giorno la schedatura volontaria sarebbe stata di gran moda?
Etienne de la Boetie, in quel gran capolavoro che è il Discorso sulla servitù volontaria:
"Costui che spadroneggia su di voi non ha che due occhi, due mani, un corpo e niente di più di quanto possiede l’ultimo abitante di tutte le vostre città. Ciò che ha in più è la libertà di mano che gli lasciate nel fare oppressione su di voi fino ad annientarvi. Da dove ha potuto prendere tanti occhi per spiarvi se non glieli avete prestati voi? Come può avere tante mani per prendervi se non è da voi che le ha ricevute? E i piedi coi quali calpesta le vostre città non sono forse i vostri? Come fa ad avere potere su di voi senza che voi stessi vi prestiate al gioco? E come oserebbe balzarvi addosso se non fosse già d’accordo con voi? Che male potrebbe farvi se non foste complici del brigante che vi deruba, dell’assassino che vi uccide, se insomma non foste traditori di voi stessi?
[...]
Non voglio che scacciate il tiranno e lo buttiate giù dal trono; basta che non lo sosteniate più e lo vedrete crollare a terra per il peso e andare in frantumi come un colosso a cui sia stato tolto il basamento."
Il fatto che questo discorso si possa poi applicare anche a certi governanti la dice lunga su quanto il sistema di controllo sociale oggi sia integrato.
giovedì 2 giugno 2011
SE UNA TRANVATA NON BASTA...
1 - Votiamo SI per dire NO AL NUCLEARE.
2 - Votiamo SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
3 - Votiamo SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
RICORDIAMOCI CHE DOBBIAMO PUBBLICIZZARLO NOI IL REFERENDUM, perchè Berlusconi NON farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma importantissimo per tutti i cittadini italiani:
1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' FARE ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.
2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, BERLUSCONI NON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA'.
3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E DOVRA' DIMETTERSI.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
"Libera, libera, libera Milano, oh Giuliano, liberamilano!"
Solo a me questo coro fa venire in mente la barzelletta di Heidi? Mi devo far curare?
Ah no, c'era già arrivato qualcun altro.
domenica 3 aprile 2011
LULÙ VON SALOMÉ
Lou von Salomé è stata musa di Nietzsche, Paul Rée, Rilke, Freud e Madonna. Lulù von Salomé è la mia gatta, musa di un indegno e ben più modesto filosofo e musicista.
E' un'artista: dipinge il muretto del condominio con la terra usando i suoi morbidi polpastrelli e - ho scoperto alla riunione di condominio dell'altra sera - adora scivolare sulle carrozzerie bagnate di certe macchine di lusso.
Dice il proprietario della vettura in questione: "Da quando abito qui porto la macchina dal carrozzaio ogni due mesi per farla lucidare e togliere i segni lasciati dai gatti."
Mi dispiace.
Non per la macchina, anzi. Mi dispiace che qualcuno tenga tanto alla propria auto, specie se questo qualcuno è costantemente alla ricerca di un capro espiatorio per farsi pagare i "danni" (non è la prima volta che mi chiama in causa, e già nell'altro caso si è risolto tutto con una sua figuraccia). Non è questione del sempre invocato rispetto per le cose altrui: lui è offeso dal comportamento della mia gatta, io da quel discutibile prodotto dell'Alfa-Romeo puzzolente e inquinante. E' questione di visioni del mondo, e difenderò la mia in tutti i modi e in tutte le sedi in cui mi toccherà farlo.
Le cose - appunto - sono cose, e per quanto mi sforzi (molto poco in realtà), non riesco proprio a dispiacermi per un graffio su un'auto. Sempre ammesso che sia davvero opera di Lulù e non di qualche altro gatto randagio che popola il quartiere.
Nello scontro tra una millenaria divinità egizia - fatta di carne, ossa e mistero - e una recente divinità italiana fatta di metallo, non c'è proprio gioco.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Riascolto da YouTube pezzi da The Wall Live di Roger Waters del primo aprile a Milano. Mai avrei pensato di vederlo dal vivo, dopo aver consumato prima le cassette e le videocassette, poi i cd e i dvd delle varie versioni. E' stata un'esperienza catartica.
Suono perfetto (al Forum di Assago!!), proiezioni esatte al millimetro, effetti speciali incredibili (l'aereo che si schianta contro il muro, i pupazzoni gonfiabili di professore madre e moglie, il maiale gigante radiocomandato che fluttua sul pubblico, l'abbattimento del muro sul finale...), messaggi pacifisti e politici:
Roger Waters: "Mother should I trust the government?"
Scritta sul muro: "COL CAZZO" [in italiano]
Pubblico: ovazione.
E' un'artista: dipinge il muretto del condominio con la terra usando i suoi morbidi polpastrelli e - ho scoperto alla riunione di condominio dell'altra sera - adora scivolare sulle carrozzerie bagnate di certe macchine di lusso.
Dice il proprietario della vettura in questione: "Da quando abito qui porto la macchina dal carrozzaio ogni due mesi per farla lucidare e togliere i segni lasciati dai gatti."
Mi dispiace.
Non per la macchina, anzi. Mi dispiace che qualcuno tenga tanto alla propria auto, specie se questo qualcuno è costantemente alla ricerca di un capro espiatorio per farsi pagare i "danni" (non è la prima volta che mi chiama in causa, e già nell'altro caso si è risolto tutto con una sua figuraccia). Non è questione del sempre invocato rispetto per le cose altrui: lui è offeso dal comportamento della mia gatta, io da quel discutibile prodotto dell'Alfa-Romeo puzzolente e inquinante. E' questione di visioni del mondo, e difenderò la mia in tutti i modi e in tutte le sedi in cui mi toccherà farlo.
Le cose - appunto - sono cose, e per quanto mi sforzi (molto poco in realtà), non riesco proprio a dispiacermi per un graffio su un'auto. Sempre ammesso che sia davvero opera di Lulù e non di qualche altro gatto randagio che popola il quartiere.
Nello scontro tra una millenaria divinità egizia - fatta di carne, ossa e mistero - e una recente divinità italiana fatta di metallo, non c'è proprio gioco.
COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Riascolto da YouTube pezzi da The Wall Live di Roger Waters del primo aprile a Milano. Mai avrei pensato di vederlo dal vivo, dopo aver consumato prima le cassette e le videocassette, poi i cd e i dvd delle varie versioni. E' stata un'esperienza catartica.
Suono perfetto (al Forum di Assago!!), proiezioni esatte al millimetro, effetti speciali incredibili (l'aereo che si schianta contro il muro, i pupazzoni gonfiabili di professore madre e moglie, il maiale gigante radiocomandato che fluttua sul pubblico, l'abbattimento del muro sul finale...), messaggi pacifisti e politici:
Roger Waters: "Mother should I trust the government?"
Scritta sul muro: "COL CAZZO" [in italiano]
Pubblico: ovazione.
Iscriviti a:
Post (Atom)


