lunedì 2 marzo 2009

5 TRUCCHI PER STRESSARE UN TECNICO INFORMATICO

Ecco uno di quei post che gli informatici apprezzeranno più di altri.
Piccoli utOnti evolvono. Ma in direzioni che non ti aspetteresti: non si accontentano di imparare il computer, inventano mille e più modi di mettere in difficoltà il loro tecnico informatico di riferimento, questi geni del male.
Appartenendo all'insieme "tecnici informatici" da un po' di anni, li ho sgamati, ma siccome se fossi nei loro panni farei uguale, metto in rete questo prontuario a uso e consumo degli utOnti più perfidi e non ancora assurti al rango di utEnti (che a questa malvagità ci arrivano da soli).


Lamentela 1: QUANDO MI COLLEGO ALLA PASSWORD E DIGITO IL MOUSE, MI COMPARE IL CODICE
Come fare: è il caso più semplice. Basta invertire tra loro i pochi termini informatici che conoscete. La parola "codice" è una parola jolly, usatela quando non sapete cosa dire. Il tecnico non potrà dirvi che non avete capito un cazzo e state parlando a vanvera (a meno di perdere il posto di lavoro), e la sua espressione sarà a dir poco esilarante. Trattenetevi dal ridere e reggete la parte.


Lamentela 2: IL COMPUTER SALVA I DOCUMENTI CON LA DATA SBAGLIATA.
Come fare: spostare indietro di un paio di anni la data del PC (doppio click sull'orologio nella barra delle applicazioni), salvare qualche documento di Word o di Excel, ripristinare la data corretta e chiamare l'assistenza tecnica. Mostrare esterefatti i file con la data vecchia ma il contenuto nuovo. Alla richiesta del tecnico "Possiamo fare una prova ora?" simulare un malore, oppure sbottare stizziti "Ah, adesso che ci sei tu funzionerà sicuramente!"


Lamentela 3: LE MAIL CHE MI SPEDISCE TIZIO NON ARRIVANO.
Come fare: molto semplice: attribuire a Tizio - soggetto esistente ma al momento irreperibile - un messaggio che non ha mai inviato, esagerando: "Mi ha spedito il messaggio tre volte e non è mai arrivato, anche mentre eravamo al telefono. Poi ha chiamato il suo tecnico che ha verificato che da loro va tutto bene." Se il vostro tecnico informatico addossa la colpa ad altri farfugliando cose incomprensibili come "server SMTP del mittente" o "server della posta in uscita", zittitelo dicendo che le mail che Tizio manda al resto del mondo arrivano senza problemi.


Lamentela 4: LE MAIL CHE MANDO A TIZIO NON ARRIVANO.
Come fare: leggermente più complicato della lamentela precedente, perchè le mail inviate lasciano traccia nell'apposita cartellina "posta inviata". No problem: trovate un collega compiacente che cancelli le vostre mail appena le riceve. Alla richiesta del tecnico di fare una prova, zittitelo dicendo che le mail che inviate al resto del mondo arrivano senza problemi.


Lamentela 5: QUANDO INSERISCO UNA CHIAVETTA USB IL PC SI SPEGNE.
Come fare: tenere un piede sull'interruttore della multipresa (volgarmente detta "ciabatta") cui è attaccato il PC e schiacciarlo contemporaneamente all'inserimento della penna. Quando il tecnico chiede "posso provare io?" fare lo stesso. Se non è possibile tenere il piede sull'interruttore senza farsi sgamare, stupirsi che il PC rimanga acceso e proferire le solite frasi di rito: "Ecco, quando c'è il dottore i problemi non saltano mai fuori!" oppure "Infatti non lo fa sempre."


Questo è quanto ho imparato finora, ma ogni giorno ce n'è una nuova. Rimanete sintonizzati per altri mirabolanti consigli.




COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Bersani da Gad Lerner dice "Perchè ci si chiede solo adesso dove trovare i soldi?"

sabato 14 febbraio 2009

COSA PRETENDI DA UN PAESE CHE HA LA FORMA DI UNA SCARPA?











"Nella Penisola fiorita camorra, mafia, malavita
è il paese dei gran dritti solo i furbi hanno diritti
preti che san troppo bene come usar la religione
e cantautori sempre pronti a fregarti coi tramonti
poi bigotti e moralisti falsi esperti, incapaci poco onesti.
Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa?
Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa?
"


Skiantos, Paese Scarpa





Uno non fa in tempo a rallegrarsi per il ritorno della campagna pubblicitaria atea di cui si parlava nello scorso post, che subito succede qualcosa che ti fa sembrare la censura una bazzecola. Che tristezza infinita il modo in cui è stata strumentalizzata la fine di Eluana Englaro. Che vergogna. Se lo psiconano è il paladino dell'italianità bigotta, opportunista, populista, incurante delle regole e dei diritti, mi vergogno di essere italiano (l'ho già detto altre volte? Quanto deve durare ancora questa vergogna?). Berlusconi mi fa cagare, ma mi fa cagare anche questa sinistra che non è in grado di prendere una decisione univoca, coerente e unitaria ma lascia "libertà di coscienza". Uno cerca di violentare la costituzione, di sopraffare un potere (quello giudiziario) con un altro (quello legislativo) creando un precedente per risolvere così tanti altri casi ad personam, e loro lasciano libertà di coscienza. Se avete idee diverse, STATE IN PARTITI DIVERSI, per cortesia.


La campagna atea sugli "ateobus" si fa, ma lo slogan è cambiato, è diventato un bel po' meno incisivo: era "La cattiva notizia è che Dio non esiste. La buona è che non ne hai bisogno."; è diventato: "La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima è che credono nella libertà di espressione." Bah, rispetto alle entrate a gamba tesa della Chiesa su qualsiasi tema del dibattito politico italiano, è fin troppo blanda. Comunque, se l'alternativa è niente...
Non potevano mettere, che so: "La buona notizia è che Dio non esiste. La cattiva è che il Vaticano, invece, c'è e non si fa mai i ca**i propri.", oppure "Dio non esiste, il Papa si. Non preferiresti il contrario?"
 
Affido al Secondo Maestro di "El topo" di Jodorowsky un pensiero sul mio San Valentino:
"Tu spari per trovarti, io lo faccio per sparire. La perfezione è perdersi, e per perdersi bisogna amare. Tu non ami. Tu distruggi, uccidi e nessuno ti ama. Perchè quando credi di dare, in realtà stai prendendo."


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Ho Lulù accoccolata in grembo.


STASERA: Skiantos all'Estragon, presentazione del nuovo album "Dio ci deve delle spiegazioni". Imperdibili.

mercoledì 21 gennaio 2009

MI PAREVA STRANO

Dunque è giusto celebrare tutti gli anni in gran pompa, volenti o nolenti, la nascita e la morte di un uomo vissuto duemila anni fa, invece di tanti altri sacrifici ben più utili per l'umanità che si sono succeduti nel corso dei secoli e che meriterebbero di essere ricordati.
E' giusto venire svegliati dalle campane la domenica mattina, appendere crocefissi in classe e nei seggi elettorali, subire il battesimo appena nati invece di sceglierlo liberamente da adulti, parificare le scuole private cattoliche a quelle pubbliche quanto a sovvenzioni.


E' giusto dire che Dio c'è e sbagliato dire che non c'è.


Alla notizia degli autobus genovesi con la pubblicità dell'ateismo pagata dall'UAAR, avevo esultato. "Allora non viviamo proprio in un paese di m***a" ho pensato, "S'intravede ancora qualche barlume di democrazia, non è vero che in Italia comanda il Papa."
Non avevo fatto i conti con i paladini della morale, che nel 2009 sono le agenzie di pubblicità. La IGP Decaux cassa le scritte atee sugli autobus, censura i manifesti di Luttazzi a Bologna. Per non essere da meno della TV, dà il suo contributo al pensiero unico.


Dunque SI alle lobotomizzazioni da Grande Fratello, NO alla pluralità di idee.
Andiamo pure avanti così.


P.S.: Si tratta di capire se quella sui bus è pubblicità ingannevole. Mi associo alla rassicurazione velatamente ironica data dagli umanisti britannici: "se l'autorità di controllo della pubblicità dovesse aprire un'inchiesta sull'esistenza di Dio, noi siamo disposti a collaborare."


 


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Sul piatto: The Alan Parsons Project, Eye in the sky

domenica 11 gennaio 2009

NON OCCORRE STROFINARE










"Se quel Re lì dovesse svegliarsi," aggiunse Tweedledum "tu ti spegneresti - puff! - proprio come una candela!"

"Non è vero!" esclamò Alice indignata. "E poi, se io sono solo un qualcosa nel suo sogno, mi piacerebbe sapere cosa siete voi!".

"Idem" disse Tweedledum."

"Idem, idem!" esclamò Tweedledee.

[...]

"Io sono vera!" disse Alice, e si mise a piangere.

"Non diventerai neanche un pochino più vera piangendo" osservò Tweedledee. "Non c'è niente da piangere".

"Se non fossi vera" disse Alice, ridendo un poco tra le lacrime, perchè tutto le pareva così ridicolo "non sarei in grado di piangere".

"Non crederai mica che quelle siano lacrime vere?" la interruppe Tweedledum con un tono di profondo disprezzo.

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio



 

 
Mi vergogno un po' di una certa propensione - assolutamente antifilosofica - a cercare scorciatoie. Ogni tanto mi metto alla ricerca di un comodo programma che crei musica elettronica automaticamente, di uno che scriva per me questi post, di cibi confezionati in cui basti sollevare una linguetta per metterli in tavola o al massimo nel microonde per qualche minuto.

Un po' come quegli spray anticalcare per il box doccia di cui sono fedele acquirente, che fanno tutto da soli e occorre solo risciacquare.



Per cercare di contrastare questa oscura tendenza, ho comperato un sintetizzatore in scatola di montaggio, tanto per partire proprio dalle basi. Si tratta del Gakken SX-150, un gadget giapponese che viene venduto come allegato alla rivista "Otona no Kagaku" (che vuol dire qualcosa come "Scienza per adulti"). L'ho ordinato via eBay direttamente dal Giappone. Non vi dico che soddisfazione quando sono riuscito a fargli emettere un suono. Non permette un gran livello di controllo, ma spero di trovargli qualche impiego pratico.

 

 


Nel frattempo, Afef e Cannavaro - gente che di scorciatoie se ne intende - dicono che Gomorra, il film di Garrone tratto dal romanzo di Saviano, sarà pure candidato all'Oscar ma porta una brutta immagine dell'Italia nel mondo.

Sono VIP al passo con i tempi, allineati al Silvio Berlusconi che disse "Mi hanno colpito in ciò che ho di più caro: la mia immagine". Ci si chiede perchè questa gente - che è molto fortunata - non si limiti a fare quello che sa fare, rispettivamente la mantenuta e correre dietro a un pallone, invece di parlare a vanvera.

 

Cosa c'entra la citazione di Carroll (tratta in realtà da "L'io della mente" di Dennett e Hofstadter)? Con questo post nulla, a parte forse la consolazione di vivere nel sogno di qualcuno.

Aggiungo solo che ieri sera mi ha un po' amareggiato la risposta di Margherita Hack alla domanda di Fabio Fazio su fisica e metafisica, che è stata del tipo "Nessun nesso tra le due, noi ci basiamo solo su dati sperimentali certi". Certi per la visione meccanicistica del mondo, che raramente ricorda che l'osservatore, ovvero l'uomo, fa parte del sistema e lo modifica per il semplice fatto di osservarlo.

 

L'universo ha 12 miliardi di anni e forse è infinito. Allora perchè io ho la sensazione di guardare dentro una scatola? Sarà perchè viaggio poco... in senso fisico, s'intende.




COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:

Nello stereo: Cassius, 15 Again

mercoledì 31 dicembre 2008

CHE NOIA

Soffocherai tra gli stilisti
Imprecherai tra i progressisti
Maledirai la Fininvest
Maledirai i credit cards
CCCP, Maciste Contro Tutti


Che noia le categorie.


[sviluppare il concetto]


 


 

sabato 13 dicembre 2008

UNA FORTE EMPATIA

"Mi vogliono bene i miei gatti? Difficile dirlo. Ti arrivano di un balzo sul petto e ci si insediano come la sfinge, per l'eternità."
Giorgio Bocca


 


Una forte empatia mi lega ai miei gatti.
La scorsa domenica sera pioveva a dirotto e i due vagabondi erano fuori, dopo aver passato tutto il giorno in casa a sonnecchiare. Ero anche un po' preoccupato, quando Pancho si è presentato alla finestra e come suo solito ha chiesto di entrare. L'ho preso dentro, asciugato con lo Scottex e liberato. Era irrequieto, faceva uno strano miagolio, quasi un pianto. Girava per casa senza pace, cercava qualcosa negli angoli nascosti, raspava contro la porta chiusa dello sgabuzzino.
Poi ha fatto una cosa che non aveva mai fatto prima, infrangendo un tabù della nostra società a tre.
Pancho e Lulù, nel tempo, si sono spartiti gli spazi di casa a cui hanno accesso: a Pancho la metà sinistra del lettone, a Lulù la destra; a Pancho il divano, a Lulù la sedia da ufficio; a Pancho la cassettina bianca della lettiera, a Lulù quella arancione. Tra i due c'è un tacito rispetto, una specie di barriera invisibile (olfattiva?) che impedisce loro di violare questi spazi.
Ecco perchè il comportamento di Pancho a questo punto mi è sembrato strano: ha annusato la sedia di Lulù, ci è saltato sopra e vi si è accoccolato, aggrappandosi alla seduta con le zampe davanti come per abbracciarla. Ha appoggiato sconsolato la testa sul cuscino ed è rimasto lì a fissarmi, triste.
Allora ho dovuto ammettere a me stesso quello che già sentivo dentro in quella brutta sera d'autunno. Là fuori doveva essere successo qualcosa a Lulù, qualcosa di orrendo e definitivo. "La pioggia" - ho pensato - "la pioggia e il vento me l'hanno portata via".
Me ne stavo così, assorto in questi pensieri, fissando il triste Pancho che si teneva al cuscino preferito di sua madre, pronto a sciogliermi in lacrime, quando l'ospite inatteso è comparso alla finestra.
"Miao"
Era Lulù, inzuppata fradicia ma come sempre in gran forma. L'ho presa dentro, le ho dato un'asciugata con lo Scottex e per la gioia ho lasciato che mi masticasse un dito dal disappunto.
Alla faccia dell'empatia. Quella gatta è l'incarnazione del cinismo, dell'ironia, della disillusione che ormai permeano la mia vita. Niente grandi passioni, niente drammi, solo finte. Anzi, neanche quelle.


Malgrado tutto, insisto sulla forte empatia che mi lega ai miei gatti. Però qualche notte fa (anzi, mattina: erano le 5) ho preso in casa Lulù come sempre fradicia e mentre l'asciugavo si è accanita con denti e unghie contro la mia mano sinistra. Ora, non pretendo di essere trattato da loro pari, ma almeno di non prenderle quando cerco di evitare loro un raffreddore. Le ho dato due scappellotti e si è calmata.


Una forte, direi magica empatia. Stamattina mi hanno fatto trovare la carcassa di una colomba davanti alla finestra. Piume ovunque, vetri schizzati di sangue. Sono certo che è stata opera di Lulù, è lei l'esperta nella caccia ai volatili. Diciamo che se l'aviaria fosse un rischio effettivo, qui saremmo già morti tutti. Dovrei essere onorato del regalo, immagino: portarmi la selvaggina potrebbe essere il suo modo di fare pace. In fondo la colomba è un segno di pace anche per gli uomini... quando non è ridotta a brandelli. Eppure, conoscendola, il messaggio che mi arriva è piuttosto "Occhio caro, il prossimo potresti essere tu".
Non mi mette una testa di cavallo nel letto perchè non abbiamo maneggi nelle vicinanze, altrimenti mi aspetterei anche questo.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
La mia mafiosissima gatta mi dorme in grembo.

lunedì 8 dicembre 2008

FUORI CONTROLLO

Un motto si aggira per l'occidente internettizzato: "Che il mondo intero sappia chi sei, chi conosci e quello che pensi." Perchè tu non possa pensare nulla di diverso da ciò che vuole il mondo.

Non imbavaglieranno Internet come le recenti dichiarazioni del Berlusca lasciano intendere, perchè gli internauti ci stanno pensando da soli, grazie a certi social network basati sugli scambi di amicizia. Luoghi che portano a cercare l'integrazione per non sfigurare, dove al massimo della libertà di espressione potenziale corrisponde il massimo dell'autocontrollo.
Naturalmente penso a FederalBureau... ops, volevo dire FaceBook, è che le iniziali sono le stesse e mi confondo sempre. Penso a FaceBook, il trionfo del voyeurismo da tastiera, la più recente espressione della jeune fille.


Si impone una scelta tra apocalittici e integrati: questa volta mi schiero con i primi. Perchè mi viene in mente l' F.B.I.? Immagino uno scenario in cui un iscritto a F.B. abbia un problema di qualche genere con la giustizia: ecco pronto e a disposizione di tutti un bello schedario con l'elenco dei suoi amici, con tanto di foto e tutto quello che si sono detti di recente tramite quel canale. Il tutto predisposto spontaneamente dal soggetto in questione.


A cosa servono le catene di e-mail (Hoax) che promettono guadagni facili, chiedono interventi inverosimili per salvare vite e altre bufale simili? A misurare quanti creduloni ci sono in giro.
A cosa serve FaceBook? A capire quanta gente è disposta a rinunciare alla propria privacy pur di salire sul carro dell'ultima moda.


Mi smarco perchè con il blog è diverso, non sono costretto a dimostrare quanti lettori ho, scrivo quello che penso e se qualcuno vuole lo commenta, sennò resta uno sfogo privato.


Insomma, eviterò F-B-senza-I, mi siederò sul greto del fiume e aspetterò che passi il suo cadavere come è già successo con Second Life, in cui pure qualche motivo di interesse l'avevo individuato. Nella speranza che prima o poi il reale irrompa da queste parti.


Non snobbo a priori i social network, ad alcuni riconosco qualche utilità: mi bastano tre o quattro profili su MySpace, uno per ogni progetto musicale in cui sono coinvolto. Se c'è chi dice "Se non altro su FaceBook ho rimediato una trombata", io al massimo posso dire di aver rimediato qualche data per suonare in giro grazie a MySpace. Mi accontento e salvo anche Anobii, che tuttalpiù crea una competizione sana tra lettori di libri. Entrambi prevedono l'uso di nickname.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Mr. Oizo, Lambs Anger