domenica 11 gennaio 2009

NON OCCORRE STROFINARE










"Se quel Re lì dovesse svegliarsi," aggiunse Tweedledum "tu ti spegneresti - puff! - proprio come una candela!"

"Non è vero!" esclamò Alice indignata. "E poi, se io sono solo un qualcosa nel suo sogno, mi piacerebbe sapere cosa siete voi!".

"Idem" disse Tweedledum."

"Idem, idem!" esclamò Tweedledee.

[...]

"Io sono vera!" disse Alice, e si mise a piangere.

"Non diventerai neanche un pochino più vera piangendo" osservò Tweedledee. "Non c'è niente da piangere".

"Se non fossi vera" disse Alice, ridendo un poco tra le lacrime, perchè tutto le pareva così ridicolo "non sarei in grado di piangere".

"Non crederai mica che quelle siano lacrime vere?" la interruppe Tweedledum con un tono di profondo disprezzo.

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio



 

 
Mi vergogno un po' di una certa propensione - assolutamente antifilosofica - a cercare scorciatoie. Ogni tanto mi metto alla ricerca di un comodo programma che crei musica elettronica automaticamente, di uno che scriva per me questi post, di cibi confezionati in cui basti sollevare una linguetta per metterli in tavola o al massimo nel microonde per qualche minuto.

Un po' come quegli spray anticalcare per il box doccia di cui sono fedele acquirente, che fanno tutto da soli e occorre solo risciacquare.



Per cercare di contrastare questa oscura tendenza, ho comperato un sintetizzatore in scatola di montaggio, tanto per partire proprio dalle basi. Si tratta del Gakken SX-150, un gadget giapponese che viene venduto come allegato alla rivista "Otona no Kagaku" (che vuol dire qualcosa come "Scienza per adulti"). L'ho ordinato via eBay direttamente dal Giappone. Non vi dico che soddisfazione quando sono riuscito a fargli emettere un suono. Non permette un gran livello di controllo, ma spero di trovargli qualche impiego pratico.

 

 


Nel frattempo, Afef e Cannavaro - gente che di scorciatoie se ne intende - dicono che Gomorra, il film di Garrone tratto dal romanzo di Saviano, sarà pure candidato all'Oscar ma porta una brutta immagine dell'Italia nel mondo.

Sono VIP al passo con i tempi, allineati al Silvio Berlusconi che disse "Mi hanno colpito in ciò che ho di più caro: la mia immagine". Ci si chiede perchè questa gente - che è molto fortunata - non si limiti a fare quello che sa fare, rispettivamente la mantenuta e correre dietro a un pallone, invece di parlare a vanvera.

 

Cosa c'entra la citazione di Carroll (tratta in realtà da "L'io della mente" di Dennett e Hofstadter)? Con questo post nulla, a parte forse la consolazione di vivere nel sogno di qualcuno.

Aggiungo solo che ieri sera mi ha un po' amareggiato la risposta di Margherita Hack alla domanda di Fabio Fazio su fisica e metafisica, che è stata del tipo "Nessun nesso tra le due, noi ci basiamo solo su dati sperimentali certi". Certi per la visione meccanicistica del mondo, che raramente ricorda che l'osservatore, ovvero l'uomo, fa parte del sistema e lo modifica per il semplice fatto di osservarlo.

 

L'universo ha 12 miliardi di anni e forse è infinito. Allora perchè io ho la sensazione di guardare dentro una scatola? Sarà perchè viaggio poco... in senso fisico, s'intende.




COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:

Nello stereo: Cassius, 15 Again

mercoledì 31 dicembre 2008

CHE NOIA

Soffocherai tra gli stilisti
Imprecherai tra i progressisti
Maledirai la Fininvest
Maledirai i credit cards
CCCP, Maciste Contro Tutti


Che noia le categorie.


[sviluppare il concetto]


 


 

sabato 13 dicembre 2008

UNA FORTE EMPATIA

"Mi vogliono bene i miei gatti? Difficile dirlo. Ti arrivano di un balzo sul petto e ci si insediano come la sfinge, per l'eternità."
Giorgio Bocca


 


Una forte empatia mi lega ai miei gatti.
La scorsa domenica sera pioveva a dirotto e i due vagabondi erano fuori, dopo aver passato tutto il giorno in casa a sonnecchiare. Ero anche un po' preoccupato, quando Pancho si è presentato alla finestra e come suo solito ha chiesto di entrare. L'ho preso dentro, asciugato con lo Scottex e liberato. Era irrequieto, faceva uno strano miagolio, quasi un pianto. Girava per casa senza pace, cercava qualcosa negli angoli nascosti, raspava contro la porta chiusa dello sgabuzzino.
Poi ha fatto una cosa che non aveva mai fatto prima, infrangendo un tabù della nostra società a tre.
Pancho e Lulù, nel tempo, si sono spartiti gli spazi di casa a cui hanno accesso: a Pancho la metà sinistra del lettone, a Lulù la destra; a Pancho il divano, a Lulù la sedia da ufficio; a Pancho la cassettina bianca della lettiera, a Lulù quella arancione. Tra i due c'è un tacito rispetto, una specie di barriera invisibile (olfattiva?) che impedisce loro di violare questi spazi.
Ecco perchè il comportamento di Pancho a questo punto mi è sembrato strano: ha annusato la sedia di Lulù, ci è saltato sopra e vi si è accoccolato, aggrappandosi alla seduta con le zampe davanti come per abbracciarla. Ha appoggiato sconsolato la testa sul cuscino ed è rimasto lì a fissarmi, triste.
Allora ho dovuto ammettere a me stesso quello che già sentivo dentro in quella brutta sera d'autunno. Là fuori doveva essere successo qualcosa a Lulù, qualcosa di orrendo e definitivo. "La pioggia" - ho pensato - "la pioggia e il vento me l'hanno portata via".
Me ne stavo così, assorto in questi pensieri, fissando il triste Pancho che si teneva al cuscino preferito di sua madre, pronto a sciogliermi in lacrime, quando l'ospite inatteso è comparso alla finestra.
"Miao"
Era Lulù, inzuppata fradicia ma come sempre in gran forma. L'ho presa dentro, le ho dato un'asciugata con lo Scottex e per la gioia ho lasciato che mi masticasse un dito dal disappunto.
Alla faccia dell'empatia. Quella gatta è l'incarnazione del cinismo, dell'ironia, della disillusione che ormai permeano la mia vita. Niente grandi passioni, niente drammi, solo finte. Anzi, neanche quelle.


Malgrado tutto, insisto sulla forte empatia che mi lega ai miei gatti. Però qualche notte fa (anzi, mattina: erano le 5) ho preso in casa Lulù come sempre fradicia e mentre l'asciugavo si è accanita con denti e unghie contro la mia mano sinistra. Ora, non pretendo di essere trattato da loro pari, ma almeno di non prenderle quando cerco di evitare loro un raffreddore. Le ho dato due scappellotti e si è calmata.


Una forte, direi magica empatia. Stamattina mi hanno fatto trovare la carcassa di una colomba davanti alla finestra. Piume ovunque, vetri schizzati di sangue. Sono certo che è stata opera di Lulù, è lei l'esperta nella caccia ai volatili. Diciamo che se l'aviaria fosse un rischio effettivo, qui saremmo già morti tutti. Dovrei essere onorato del regalo, immagino: portarmi la selvaggina potrebbe essere il suo modo di fare pace. In fondo la colomba è un segno di pace anche per gli uomini... quando non è ridotta a brandelli. Eppure, conoscendola, il messaggio che mi arriva è piuttosto "Occhio caro, il prossimo potresti essere tu".
Non mi mette una testa di cavallo nel letto perchè non abbiamo maneggi nelle vicinanze, altrimenti mi aspetterei anche questo.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
La mia mafiosissima gatta mi dorme in grembo.

lunedì 8 dicembre 2008

FUORI CONTROLLO

Un motto si aggira per l'occidente internettizzato: "Che il mondo intero sappia chi sei, chi conosci e quello che pensi." Perchè tu non possa pensare nulla di diverso da ciò che vuole il mondo.

Non imbavaglieranno Internet come le recenti dichiarazioni del Berlusca lasciano intendere, perchè gli internauti ci stanno pensando da soli, grazie a certi social network basati sugli scambi di amicizia. Luoghi che portano a cercare l'integrazione per non sfigurare, dove al massimo della libertà di espressione potenziale corrisponde il massimo dell'autocontrollo.
Naturalmente penso a FederalBureau... ops, volevo dire FaceBook, è che le iniziali sono le stesse e mi confondo sempre. Penso a FaceBook, il trionfo del voyeurismo da tastiera, la più recente espressione della jeune fille.


Si impone una scelta tra apocalittici e integrati: questa volta mi schiero con i primi. Perchè mi viene in mente l' F.B.I.? Immagino uno scenario in cui un iscritto a F.B. abbia un problema di qualche genere con la giustizia: ecco pronto e a disposizione di tutti un bello schedario con l'elenco dei suoi amici, con tanto di foto e tutto quello che si sono detti di recente tramite quel canale. Il tutto predisposto spontaneamente dal soggetto in questione.


A cosa servono le catene di e-mail (Hoax) che promettono guadagni facili, chiedono interventi inverosimili per salvare vite e altre bufale simili? A misurare quanti creduloni ci sono in giro.
A cosa serve FaceBook? A capire quanta gente è disposta a rinunciare alla propria privacy pur di salire sul carro dell'ultima moda.


Mi smarco perchè con il blog è diverso, non sono costretto a dimostrare quanti lettori ho, scrivo quello che penso e se qualcuno vuole lo commenta, sennò resta uno sfogo privato.


Insomma, eviterò F-B-senza-I, mi siederò sul greto del fiume e aspetterò che passi il suo cadavere come è già successo con Second Life, in cui pure qualche motivo di interesse l'avevo individuato. Nella speranza che prima o poi il reale irrompa da queste parti.


Non snobbo a priori i social network, ad alcuni riconosco qualche utilità: mi bastano tre o quattro profili su MySpace, uno per ogni progetto musicale in cui sono coinvolto. Se c'è chi dice "Se non altro su FaceBook ho rimediato una trombata", io al massimo posso dire di aver rimediato qualche data per suonare in giro grazie a MySpace. Mi accontento e salvo anche Anobii, che tuttalpiù crea una competizione sana tra lettori di libri. Entrambi prevedono l'uso di nickname.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Mr. Oizo, Lambs Anger

giovedì 27 novembre 2008

L'INSURREZIONE IN ARRIVO

"Lo vogliamo scrivere almeno un post a novembre, oppure no?"
Eccolo.


In Francia (no, dico: IN FRANCIA) è stato arrestato Julien Coupat, "multilaureato, conosciuto a Parigi per la sua attività politico-intellettuale, «di formazione postsituazionista, ottimo conoscitore di Guy Debord»" (fonte: http://baruda.wordpress.com/2008/11/23/attentatoallorario-dei-treni/).


Se davvero Coupat è stato tra i fondatori del Comitato Invisibile e della rivista Tiqqun, quindi uno degli autori di quella guida all'odierna resistenza che è Introduzione alla Guerra Civile, ridurlo a situazionista (o - ancora peggio - a postsituazionista) è senz'altro uno sfregio.


Più recente è il pamphlet "L'insurrection qui vient" (2007), secondo alcuni il vero motivo per cui è stato arrestato. Quello ufficiale è che lui e il suo gruppo di comunardi attentavano alle linee ferroviarie dell'alta velocità francese, causando - si badi - non più di qualche ritardo.
Se conoscessi il francese, lo leggerei. Qui ci sono alcuni estratti tradotti in inglese.


In soldoni dice: l'ordine attuale del mondo si basa su un'economia de-localizzata, quindi sul traffico di merci. Fermate questo traffico, tornate alla produzione locale e fondate delle comuni.
Traduco solo l'ultimo capoverso:


"Ai nostri giorni, la fine delle rivoluzioni centralizzate riflette la decentralizzazione del potere. I Palazzi d'Inverno esistono ancora, ma sono stati relegati agli assalti dei turisti - non delle orde rivoluzionarie. Oggi è possibile conquistare Parigi, Roma o Buenos Aires senza che sia una vittoria decisiva. Conquistare Rungis (l'impianto logistico per tutti i traffici commerciali di Parigi) sarà certamente più efficace che conquistare l'Eliseo (la sede del governo). Il potere non è più concentrato in un solo luogo del mondo. E' il mondo stesso; i suoi flussi e le sue vie di comunicazione; la gente e le sue regole; i codici e le tecnologie. Potere è l'organizzazione stessa delle metropoli. E' la totalità del mondo delle merci in tutte le sue incarnazioni. Chiunque vi si opponga a livello locale, crea un'onda d'urto planetaria attraverso le reti mondiali di potere.
Continuate a lottare! Potere alle comuni!
"




COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Mi distinguo dal Bloom, o almeno ci provo.

domenica 26 ottobre 2008

D.

[...]
Unire la mia sorte alla tua sorte
per sempre, nella casa centenaria!
Ah! Con te, forse, piccola consorte
vivace, trasparente come l'aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte...


Oh! questa vita sterile, di sogno!
Meglio la vita ruvida concreta
del buon mercante inteso alla moneta,
meglio andare sferzati dal bisogno,
ma vivere di vita! Io mi vergogno,
sì, mi vergogno d'essere un poeta!


Tu non fai versi. Tagli le camicie
per tuo padre. Hai fatta la seconda
classe, t'han detto che la Terra è tonda,
ma tu non credi... E non mediti Nietzsche...
Mi piaci. Mi faresti più felice
d'un'intellettuale gemebonda...


Tu ignori questo male che s'apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende.
Mi piace. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.


Ed io non voglio più essere io!
Non più l'esteta gelido, il sofista,
ma vivere nel tuo borgo natio,
ma vivere alla piccola conquista
mercanteggiando placido, in oblio
come tuo padre, come il farmacista...


Ed io non voglio più essere io!


Guido Gozzano, La signorina Felicita ovvero la Felicità


 
In quanto consigliere di condominio della mia scala, ho potere di vita e di morte sulle agenzie di pulizie.
L'altroieri hanno suonato alla porta. Era la signora Grubach, fasciata nel solito elegantissimo tailleur.


"Signor D., come mai non ha ancora cambiato agenzia di pulizie? Si ricorda l'ultima riunione di condominio? Avevamo deciso di cambiarla con voto unanime."
"Si, ma c'è stato un imprevisto, l'amministratore ha smarrito il preventivo di quell'altra, e così abbiamo mantenuto quella che c'era."
"Quella che c'era non pulisce bene! Lascia le ragnatele, non spolvera i davanzali, non toglie le macchie dal pavimento."
"La verità, signora Grubach...." Non potevo più sostenerne lo sguardo. Scesi a fissare le punte delle scarpe.
"Allora?"
"La verità è che sono innamorato di miss Burstner. Le ragazze more con gli occhi verdi mi hanno sempre fatto perdere la testa, e non ho saputo mandarla via."
"Ha voglia di scherzare? Noi dovremmo tenerci le scale sozze per un suo capriccio? Chiederò all'amministratore di revocare il suo mandato di consigliere."
"Ascolti signora Grubach, sono un modesto impiegato, di quelli che fanno ciò che si chiede loro per otto ore al giorno. Capisce cosa significa per me avere un ruolo di responsabilità?"
"Questo non le dà diritto a decidere per gli altri, signor D.!"
Mi sono fatto minuscolo. Stava sullo zerbino, ma sembrava un metro sopra di me.
"La prego, rimedierò subito, manderò via quella strega e chiamerò la ditta che vuole lei, le assicuro..."
"E' troppo tardi ormai, perciò sappia: io la condanno al ruolo di impiegato per l'eternità!"


Da allora, i miei gatti sono tormentati da orrendi vermi intestinali dotati di ventose, i computer delle persone a me più care si rompono uno dopo l'altro e mi costringono nell'unico ruolo per cui mi si dà credito.
In camera da letto, gli insetti che un tempo sparivano quando mi svegliavo di soprassalto, ora persistono reali. Un'orrida falena gigante mi sussurra con il flatter-flatter delle ali: "In girum imus nocte et consumimur igni". L'ho spiaccicata al muro, dove è rimasta la sua sagoma eterna.


 


Esercizi di stile a parte, devo avere una qualche disfuzione dei lobi parietali, o una rescissione del corpo calloso, perchè non riesco a prendermi a cuore il problema "pulizia delle scale".





COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Si fa l'ora di andare al gattile

mercoledì 1 ottobre 2008

ALTRO CHE CESIRE










CoseDaNonFareAlGattoAccadde un dì che Manuel Bongiorni, in arte Musica per Bambini, trovò nella cantina di una cantina la famigerata Girella del Guitto, giocosa rappresentazione dei sette peccati capitali, e fu trascinato da essa in una serie di avventure fantastiche tra morti vivi, bidoni strillanti, sadici alieni, caramellai precari, cognate ingrate, mogli munte, etc etc. Roba da far impallidire Alice Liddell.
Il diario di queste folli avventure, sotto forma di concept album, è DioControDiavolo, l'ultima fatica discografica del suddetto artista, che giovedì scorso era da Wolf con il suo spettacolo musical-teatrale e l'altrettanto folle band/compagnia al gran completo.

Caro amico che mi leggi fuori
cosa pensi di trovare nell'aprire l'anta?
Un uomo sui quaranta, una vedova che canta,
un genio criminale che la gola agguanta
o chi per esso,
un mortale di successo con un abito dismesso
che ti lasci sull'ingresso senza amplesso,
o fammi indovinare...
Te stesso?
Non mi dire che ci pensi solo adesso

Musica Per Bambini, Lettere dall'Armadio




Se non li conoscete ("LI" o "LO"? E' come con i Nine Inch Nails: non si sa mai se usare il singolare o il plurale) andate qui, ma sappiate che MusicaPerBambini è probabilmente il gruppo preferito dai piccoli cloni di Aphex Twin che came to daddy. Immaginate una session tra Christina Ricci d'Avena e Squarepusher, o Quarantaquattro Gatti rifatta dagli Autechre ed epurata del messaggio sociale. Gli ingredienti ci sono tutti tranne la Warp, ma va reso merito alla famosa etichetta Trovarobato, cioè ai Mariposa, che ha il coraggio di produrre cose diverse dal solito.

Nel disco non mancano le collaborazioni eccellenti (Bertallot, La Pina), nel libretto ci sono le splendide illustrazioni di Chiara Belloni, una per ogni canzone. Quella per Cose da non fare al gatto, che vedete qui sopra, da sola varrebbe un podio. Altro che Cheshire.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Manco a dirlo... MpB, Dio Contro Diavolo
In classifica: Ligabue. Pazienza.