sabato 8 marzo 2008

I AM A STRANGE HOLE

Illusione SaxOra sto bene, grazie. Tutto passato.


Uso titoli in inglese solo se funzionali a giochi di parole. Questa volta oso parafrasare nientemeno che l'ultima fatica di Douglas Hofstadter, "I Am a Strange Loop" (a rischio di qualche triste battuta sull'hole in questione).


Secondo Hofstadter, reale e materiale non coincidono. Ci sono astrazioni che pure fanno parte della realtà: ricordi, convinzioni, strutture mentali, ecc. Le identità personali sono il risultato di un percorso complesso e graduale che conduce alla creazione degli "anelli nell'io" del titolo. Si tratta di rappresentazioni interne del sé a vari livelli, che interagiscono tra loro condizionandosi a vicenda.


Se cerchiamo di risalire all'origine, come quando srotoliamo tutta la liquerizia, in fondo non rimane apparentemente nulla. E se già adesso non c'è nulla, perchè temere che un giorno possa esserci di meno?


Siamo lo spazio delle nostre relazioni interne ed esterne, uno spazio fatto di significati che inventiamo e che non hanno alcuna realtà oggettiva. Siamo composti da infiniti frammenti sparsi che tendiamo inconsciamente a ricomporre in una unità immaginaria, ci crediamo "individui" ma siamo piuttosto "multividui".


In virtù di queste considerazioni, il defunto non è forse ancora vivo al suo funerale, con tutta quella gente di cui è un comune denominatore? (si potrebbe dire: con tutta quella gente che ancora lo contiene?)
Ci pensavo ieri in chiesa, mentre il senso comune influenzato da una buona dose di cattolicesimo voleva mio zio tra le schiere degli angeli. Sarà tra noi ancora per un bel po', solo più rarefatto.


NELLA PROSSIMA PUNTATA:
La soluzione dell'enigma AELIA LAELIA CRISPIS.

martedì 26 febbraio 2008

LE MILLE BOLLE FUCSIA

"W-w-w-w-w
Dannato www
se sapevo prima che facevi questi danni
non nascevo proprio adesso
"
Elio e le Storie Tese, Gargaroz


 
Ok, sono a casa ammalato, ma il cattivone di turno ha un nome ganzo: virus Zoster. Mica cazzi.
Ora sono steso, ma spero di stare bene per queste date (almeno qualcuna, via):



  • il 16 marzo per vedere gli Autechre al Kindergarten (BO);

  • il 4 aprile per gli Elio e le Storie Tese all'Estragon (BO);

  • il 12 aprile per gli Einsturzende Neubauten  sempre all'Estragon.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Autechre, Quaristice


P.S.: a cosa serve sapere che l'io è un'illusione, se lo sai solo tu?

martedì 19 febbraio 2008

IO SERVO

«In fondo, (...) si sente oggi che il lavoro come tale costituisce, la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare».
Friedrich Nietzsche, "Aurora" 1881


 «La sfacciata richiesta di sprecare la maggior parte dell'energia vitale per un fine tautologico, deciso da altri, non è stata sempre a tal punto interiorizzata come oggi. Ci sono voluti diversi secoli di violenza aperta su larga scala per far entrare, letteralmente a forza di torture, gli uomini al servizio incondizionato dell'idolo lavoro»
Gruppo Krisis, Manifesto Contro Il Lavoro


 


ShitworkerA.A.A.A. Cercasi disperatamente comune (UNA comune, s'intende) che possa accogliere un sedicente filosofo e due gatti.

E' incredibile la quantità di impieghi inutili che l'uomo inventa pur di mantenere in vita il lavoro e questa meraviglia di sistema. Ci sono persone che si arrabattano da mattina a sera per giustificare il proprio ruolo all'interno della macchina. Il problema è la quantità di soggetti di questo tipo con cui ho avuto a che fare di recente per il mio lavoro, che pure non scherza in quanto a superfluità. Questa quantità, dicevo, ha superato la mia personale soglia di tolleranza.


Per fortuna ho elaborato un paio di piani:

Piano A (detto anche piano "American Beauty" - si veda il film): contribuisco nel mio piccolo alla vittoria di Veltroni, aspetto che garantisca - come dice - 1000 Euro di stipendio mensile anche all'ultimo dei precari, poi mi iscrivo a un'agenzia di lavoro interinale e incomincio a vagare tra fast food, cessi di Autogrill e call center di compagnie telefoniche, fregandomene della soddisfazione del cliente almeno quanto il mio titolare se ne fregherà della mia. Qualche privazione in più (più di così? coraggio pure), ma del resto tutto simile a prima.


Piano B: aspetto che fallisca senza appello anche l'ennesimo progetto musicale che ho intrapreso e in cui ho riposto qualche speranza, poi cerco un monastero induista di scuola Advaita Vedanta ove possa riflettere vita natural durante sulla realtà non-duale del mondo. Potrebbe lenire il dolore, ma anche peggiorare la situazione, con questa storia che devi conoscere te stesso, identificare il mondo con il sè, e allora perchè il mondo non va come voglio io? E i gatti dove li metto? Ah, già, i gatti. Niente, come non detto.


Mah, ogni tanto piombo in questo stato di sconforto lavorativo. Dev'essere un problema di chimica cerebrale, o forse di digestione (che poi è la stessa cosa). Forse un chimico saprebbe spiegarlo.




COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Ripenso a "Il sesto senso": ci sono film che finiscono con la rivelazione sconvolgente di qualcosa che pure era sotto gli occhi di tutti. Ti tocca guardarli daccapo per accorgerti degli indizi che la prima volta ti erano sfuggiti, benchè sparsi in tutte le scene.

mercoledì 6 febbraio 2008

PARADOSSO ELETTORALE

"Napolitano poteva dare il mandato direttamente al Papa. Almeno così gli italiani capivano subito chi è che comanda davvero in questo paese."
Luciana Littizzetto, 2 febbraio 2008


Il PD di Veltroni ha deciso di correre da solo. Come dire: o con me, o contro di me. Insomma, date le esigue percentuali dei partiti di sinistra, chi non vuole rivedere il Cavaliere sullo scranno di Palazzo Chigi è praticamente costretto a votare PD.


Con un semplice gioco di sostituzioni assolutamente legittimo e scontato, mettiamo al posto dei due schieramenti le rispettive fonti... diciamo... di "ispirazione", et voilà il paradosso: dovremmo votare il Papa per evitare che venga eletto il Papa.


Mmmmmmh, spero che si manifesti presto una terza via.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Lo stomaco brontola.


P.S.: com'era quella maglietta di qualche tempo fa? "I like the Pope, the Pope gets votes"

sabato 26 gennaio 2008

AUTOSCATTI














"Secondo voi è normale che un 60enne si compra e scatta con una canon ixus a 7 megapixel e noi GIOVANI andiamo a ricercare le peggiori macchinette della storia della fotografia? No, non è normale.
Ma ormai la normalità a questo mondo non è più di casa, e se me lo permettete io non me ne faccio nulla di 7 megapixel di realtà, perchè alla fine la realtà stanca e dato che siamo ancora giovani, evadere e vedere la realtà filtrata da un fondo di bottiglia può salvare."
Forum LOMO - Lomo Mania



"Tu non sei fesso, tu PAGHI per essere fesso!"
Anonimo


 








 


 


 


 


 


 


 


LTutta notte a chiedermi: una foto racconta più cose del soggetto che riproduce o del fotografo che l'ha scattata? Dipende dai casi. Direi che le foto di cronaca, le foto ricordo, le fototessera dicono ben poco del fotografo.


Non mi è mai piaciuto fare foto. Sono forse una riproduzione esauriente di un istante di vita? No. Aiutano a provare l'esistenza oggettiva del mondo? Magari.
Eppure sono rimasto succube della filosofia dello scatto spensierato, degli effetti speciali artigianali da applicare a macchinette ben poco serie (le cosiddette toy cameras), dell'abolizione del mirino e del shooting-from-the-hip. L'esito di tutto questo, sviluppato e stampato, racconta un bel po' di cose su chi sta dietro l'obiettivo.


In questo senso, ogni lomografia è un autoscatto. Ecco un'interpretazione che mi convince e soddisfa il mio individualismo. Farò solo ed esclusivamente foto che mi rappresentano, qualunque sia il soggetto inquadrato.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Una vicina pulisce le scale, perchè l'impresa non viene più. Ora che ci autogestiamo, abbiamo un corridoio talmente pulito ma talmente pulito che quando ESCO mi viene da spazzarmi i piedi nello zerbino. 


Ah, dimenticavo: la "politica". Si, quella del governo Prodi che cade, di demente Mastella e di sua moglie, della legge Porcellum, dei cannoli di Cuffaro, degli sputi di Barbato in Senato.
Per forza la dimenticavo, questa "politica" non merita neanche uno straccio di commento.

domenica 13 gennaio 2008

L'omo è LOMO

... e ha da puzzà.


Lomography HolgaCercando passioni artificiali qualsiasi pur di schivare quelle vere, mi è partito l'embolo per le macchine fotografiche Lomography.


Un po' di storia: in prinicipio (gli anni '80) era la LOMO LC-A, compact camera russa con autofocus e rullino comune 35mm, riscoperta per caso nei primi anni '90 da due artisti viennesi che l'hanno resa oggetto di culto. Questi due hanno poi fondato a Vienna la Lomographic Society International, ora distributrice mondiale per LOMO (= Leningradskoe Optiko Mekhanichesko Obedinenie) e innovatrice del marchio. Oltre a vendere vecchie LOMO più o meno restaurate, si sono inventati una serie di altre macchine fotografiche assurde, plasticose, dall'aspetto improbabile e costruite in Cina, tutte a rullino: la Holga con flash colorato, che usa rullini professionali ma vignetta le foto e lascia entrare lame di luce tra le parti in plastica; la Action Sampler e la Super Sampler, che dividono la foto in 4 parti scattate nell'arco di uno o due secondi, la FishEye che fa esclusivamente foto con effetto sferico (dicesi a occhio di pesce), etc etc etc


Ecco un paio di reazioni di fotografi a cui ho chiesto informazioni:


FOTOGRAFO 1
Io: "Scusi, avete delle macchine fotografiche LOMO?"
Fotografo: "No, qui teniamo solo macchine che funzionano."  (indicando un'enorme insegna LEICA all'ingresso)


FOTOGRAFO 2
Io: "Vedo che avete una Action Sampler in vetrina"
Fotografo: "Si, l'abbiamo presa per sbaglio"


Infatti i fotografi le snobbano, più facile trovarle nei negozi di gadget o di articoli più o meno modaioli (a Bologna da Fabrica, L'Inde Le Palais, Betty&Books). Eppure queste macchinette hanno lanciato un movimento artistico in espansione, e le gallerie di immagini lomografiche come questa abbondano su Internet. Dunque, fotografi RISPOLVERATE LE VOSTRE MACCHINE DA SVILUPPO, il digitale ha già annoiato abbastanza.


Torna il vinile, tornano le macchine fotografiche a pellicola... A quando il telefono a disco? Oddìo, forse è già tornato, sarò mica in ritardo?


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Melchior Productions, No Disco Future

mercoledì 2 gennaio 2008

HAPPY CHRISTMAS CARD

Vorrei ringraziare da queste righe tutti coloro che mi hanno incluso nei loro invii di massa di auguri di Natale e di Capodanno via SMS. Grazie, grazie, grazie.


Scusate se non ho risposto. A parte alcuni rarissimi casi in cui proprio non mi posso esimere, non rispondo mai ai messaggi di massa. In generale, non rispondo ai messaggi che non contengono il mio nome, tipo: "Ciao [nome], tanti auguri...", oppure "Ciao [nome], come stai?", o qualche altro elemento che lasci intendere che il messaggio era volutamente destinato a me. Sarà che con il mio telefono non so fare un invio multiplo (è talmente vecchio che forse non si può fare), ma io cerco sempre di personalizzarli.


Comunque grazie ancora, e continuate a fare la felicità degli operatori di telefonia con le Christmas Card o le Carte Auguri o come diavolo si chiamano, così potrete sempre mandare gli auguri in un colpo solo a tutta la vostra rubrica, senza pensarci veramente.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST
In radio c'è Platinette