giovedì 27 novembre 2008

L'INSURREZIONE IN ARRIVO

"Lo vogliamo scrivere almeno un post a novembre, oppure no?"
Eccolo.


In Francia (no, dico: IN FRANCIA) è stato arrestato Julien Coupat, "multilaureato, conosciuto a Parigi per la sua attività politico-intellettuale, «di formazione postsituazionista, ottimo conoscitore di Guy Debord»" (fonte: http://baruda.wordpress.com/2008/11/23/attentatoallorario-dei-treni/).


Se davvero Coupat è stato tra i fondatori del Comitato Invisibile e della rivista Tiqqun, quindi uno degli autori di quella guida all'odierna resistenza che è Introduzione alla Guerra Civile, ridurlo a situazionista (o - ancora peggio - a postsituazionista) è senz'altro uno sfregio.


Più recente è il pamphlet "L'insurrection qui vient" (2007), secondo alcuni il vero motivo per cui è stato arrestato. Quello ufficiale è che lui e il suo gruppo di comunardi attentavano alle linee ferroviarie dell'alta velocità francese, causando - si badi - non più di qualche ritardo.
Se conoscessi il francese, lo leggerei. Qui ci sono alcuni estratti tradotti in inglese.


In soldoni dice: l'ordine attuale del mondo si basa su un'economia de-localizzata, quindi sul traffico di merci. Fermate questo traffico, tornate alla produzione locale e fondate delle comuni.
Traduco solo l'ultimo capoverso:


"Ai nostri giorni, la fine delle rivoluzioni centralizzate riflette la decentralizzazione del potere. I Palazzi d'Inverno esistono ancora, ma sono stati relegati agli assalti dei turisti - non delle orde rivoluzionarie. Oggi è possibile conquistare Parigi, Roma o Buenos Aires senza che sia una vittoria decisiva. Conquistare Rungis (l'impianto logistico per tutti i traffici commerciali di Parigi) sarà certamente più efficace che conquistare l'Eliseo (la sede del governo). Il potere non è più concentrato in un solo luogo del mondo. E' il mondo stesso; i suoi flussi e le sue vie di comunicazione; la gente e le sue regole; i codici e le tecnologie. Potere è l'organizzazione stessa delle metropoli. E' la totalità del mondo delle merci in tutte le sue incarnazioni. Chiunque vi si opponga a livello locale, crea un'onda d'urto planetaria attraverso le reti mondiali di potere.
Continuate a lottare! Potere alle comuni!
"




COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Mi distinguo dal Bloom, o almeno ci provo.

domenica 26 ottobre 2008

D.

[...]
Unire la mia sorte alla tua sorte
per sempre, nella casa centenaria!
Ah! Con te, forse, piccola consorte
vivace, trasparente come l'aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte...


Oh! questa vita sterile, di sogno!
Meglio la vita ruvida concreta
del buon mercante inteso alla moneta,
meglio andare sferzati dal bisogno,
ma vivere di vita! Io mi vergogno,
sì, mi vergogno d'essere un poeta!


Tu non fai versi. Tagli le camicie
per tuo padre. Hai fatta la seconda
classe, t'han detto che la Terra è tonda,
ma tu non credi... E non mediti Nietzsche...
Mi piaci. Mi faresti più felice
d'un'intellettuale gemebonda...


Tu ignori questo male che s'apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende.
Mi piace. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.


Ed io non voglio più essere io!
Non più l'esteta gelido, il sofista,
ma vivere nel tuo borgo natio,
ma vivere alla piccola conquista
mercanteggiando placido, in oblio
come tuo padre, come il farmacista...


Ed io non voglio più essere io!


Guido Gozzano, La signorina Felicita ovvero la Felicità


 
In quanto consigliere di condominio della mia scala, ho potere di vita e di morte sulle agenzie di pulizie.
L'altroieri hanno suonato alla porta. Era la signora Grubach, fasciata nel solito elegantissimo tailleur.


"Signor D., come mai non ha ancora cambiato agenzia di pulizie? Si ricorda l'ultima riunione di condominio? Avevamo deciso di cambiarla con voto unanime."
"Si, ma c'è stato un imprevisto, l'amministratore ha smarrito il preventivo di quell'altra, e così abbiamo mantenuto quella che c'era."
"Quella che c'era non pulisce bene! Lascia le ragnatele, non spolvera i davanzali, non toglie le macchie dal pavimento."
"La verità, signora Grubach...." Non potevo più sostenerne lo sguardo. Scesi a fissare le punte delle scarpe.
"Allora?"
"La verità è che sono innamorato di miss Burstner. Le ragazze more con gli occhi verdi mi hanno sempre fatto perdere la testa, e non ho saputo mandarla via."
"Ha voglia di scherzare? Noi dovremmo tenerci le scale sozze per un suo capriccio? Chiederò all'amministratore di revocare il suo mandato di consigliere."
"Ascolti signora Grubach, sono un modesto impiegato, di quelli che fanno ciò che si chiede loro per otto ore al giorno. Capisce cosa significa per me avere un ruolo di responsabilità?"
"Questo non le dà diritto a decidere per gli altri, signor D.!"
Mi sono fatto minuscolo. Stava sullo zerbino, ma sembrava un metro sopra di me.
"La prego, rimedierò subito, manderò via quella strega e chiamerò la ditta che vuole lei, le assicuro..."
"E' troppo tardi ormai, perciò sappia: io la condanno al ruolo di impiegato per l'eternità!"


Da allora, i miei gatti sono tormentati da orrendi vermi intestinali dotati di ventose, i computer delle persone a me più care si rompono uno dopo l'altro e mi costringono nell'unico ruolo per cui mi si dà credito.
In camera da letto, gli insetti che un tempo sparivano quando mi svegliavo di soprassalto, ora persistono reali. Un'orrida falena gigante mi sussurra con il flatter-flatter delle ali: "In girum imus nocte et consumimur igni". L'ho spiaccicata al muro, dove è rimasta la sua sagoma eterna.


 


Esercizi di stile a parte, devo avere una qualche disfuzione dei lobi parietali, o una rescissione del corpo calloso, perchè non riesco a prendermi a cuore il problema "pulizia delle scale".





COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Si fa l'ora di andare al gattile

mercoledì 1 ottobre 2008

ALTRO CHE CESIRE










CoseDaNonFareAlGattoAccadde un dì che Manuel Bongiorni, in arte Musica per Bambini, trovò nella cantina di una cantina la famigerata Girella del Guitto, giocosa rappresentazione dei sette peccati capitali, e fu trascinato da essa in una serie di avventure fantastiche tra morti vivi, bidoni strillanti, sadici alieni, caramellai precari, cognate ingrate, mogli munte, etc etc. Roba da far impallidire Alice Liddell.
Il diario di queste folli avventure, sotto forma di concept album, è DioControDiavolo, l'ultima fatica discografica del suddetto artista, che giovedì scorso era da Wolf con il suo spettacolo musical-teatrale e l'altrettanto folle band/compagnia al gran completo.

Caro amico che mi leggi fuori
cosa pensi di trovare nell'aprire l'anta?
Un uomo sui quaranta, una vedova che canta,
un genio criminale che la gola agguanta
o chi per esso,
un mortale di successo con un abito dismesso
che ti lasci sull'ingresso senza amplesso,
o fammi indovinare...
Te stesso?
Non mi dire che ci pensi solo adesso

Musica Per Bambini, Lettere dall'Armadio




Se non li conoscete ("LI" o "LO"? E' come con i Nine Inch Nails: non si sa mai se usare il singolare o il plurale) andate qui, ma sappiate che MusicaPerBambini è probabilmente il gruppo preferito dai piccoli cloni di Aphex Twin che came to daddy. Immaginate una session tra Christina Ricci d'Avena e Squarepusher, o Quarantaquattro Gatti rifatta dagli Autechre ed epurata del messaggio sociale. Gli ingredienti ci sono tutti tranne la Warp, ma va reso merito alla famosa etichetta Trovarobato, cioè ai Mariposa, che ha il coraggio di produrre cose diverse dal solito.

Nel disco non mancano le collaborazioni eccellenti (Bertallot, La Pina), nel libretto ci sono le splendide illustrazioni di Chiara Belloni, una per ogni canzone. Quella per Cose da non fare al gatto, che vedete qui sopra, da sola varrebbe un podio. Altro che Cheshire.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Manco a dirlo... MpB, Dio Contro Diavolo
In classifica: Ligabue. Pazienza.

sabato 20 settembre 2008

Per scrivere

Non so bene perchè, ma questo aforisma di Kafka, in apertura di Natura Morta con Picchio  di Tom Robbins, mi ha commosso fino (QUASI) alle lacrime.


Non c’è bisogno che usciate dalla stanza.
Restate seduti alla scrivania ad ascoltare.
Non ascoltate nemmeno, aspettate semplicemente.
Non aspettate nemmeno.
Restate del tutto immobili e soli.
Il mondo vi si offrirà liberamente.
Per essere smascherato, non ha scelta.
Rotolerà in estasi ai vostri piedi.
 
(F. Kafka, “Aforismi di Zürau”)


mercoledì 17 settembre 2008

UNA SPIEGAZIONE CI SEPPELLIRA'

'Twas such a little - little boat
That toddled down the bay!
'Twas such a gallant - gallant sea
That beckoned it away!
'Twas such a greedy, greedy wave
That licked it from the Coast -
Nor ever guessed the stately sails
My little craft was
lost!
Poesia di Emily Dickinson
 


Non condivido le preoccupazioni di Chinaski sul buco nero che si paventa in questi giorni al CERN.
In fondo vogliono solo dimostrare che, se anche finissimo in un buco nero, non ci accorgeremmo di nulla. E non lo dico pensando a Milena Gabanelli, che la domenica sera ci informa delle magagne più atroci del Bel Paese e il lunedì mattina nessuno muove un dito e tutto resta come prima.


Lo dico perchè non c'è mondo senza percipiente, non può esserci oggetto senza soggetto, quindi questa realtà in continuo assestamento non *i sopravviverebbe, *i seguirebbe nel buco nero, quindi NON CAMBIEREBBE NIENTE. Nessun "resto dell'Universo" continuerebbe a esistere senza qualcuno che lo interroga.
(Ho la netta sensazione che questo paragrafo contenga un paradosso, ma è troppo tardi per venirne a capo stasera)


Tranquill*: non sarà un buco nero a estinguer*i. A tempo debito basterà molto meno: una spiegazione *i farà svolgere a ritroso in men che non si dica la spirale delle autocostruzioni fino a rivelare un nucleo vaporoso primordiale e a far svanire anche quello, in una brusca e definitiva interruzione dell' Eterno Ritorno dell'Uguale.
Quindi non importa che le probabilità di generare questo buco nero, a detta dei fisici, siano addirittura "scarse".


E Dio?

In un post recente dicevo che credere nell'esistenza dell'io è un atto di fede. Chi chiede di Dio mi sta distraendo dalla questione principale e dà per scontata l'esistenza dell'io, che pure non c'è. Un po' come tette, culi e calcio (panem et circensem "Non hanno il panem? Che mangino veline") mentre chi comanda te lo mette in quel posto. Dio è un "mezzo di distrazione di massa", come dice della TV il solito Bergonzoni. Sai che scoperta, Cerasi: che "La religione è l'oppio dei popoli" l'ha detto Marx qualche tempo fa.
Come regola generale, per risolvere il problema "(D)Io" occorre convincersi di esserlo, e inventare subito dopo un qualche ente trascendente a cui dedicarsi. Aspetto un libro su Pierre Klossowski per chiarirmi le idee (!?!)


CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: Giovedì 18 settembre, alle ore 22, presentazione della raccolta Sputi, storie di disprezzo al Caffè della Rocca di Imola. Dettagli qui.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Troppe interiora cercano di uscire... e NON nel senso che mi scappa la cacca!

sabato 6 settembre 2008

SPUTI, Storie di disprezzo

SputiAd agosto avevo pubblicato un annuncio in un sito apposito per offrire ripetizioni di Filosofia a bisognosi somari. E' arrivata solo la risposta di un anonimo da una casella e-mail inesistente. Ecco il testo integrale:


"ma che cazzo di laurea è filosofia?Leggete libri pieni di cazzate,e vi chiamate pure dottori,non credete sia troppo?E poi vorreste un posto statale fisso?Allora chi si laurea in ingegneria e medicina dovrebbe ricevere di diritto il premio nobel,sbaglio?Ma vai a zappare la terra,te e tutti quei froci pensatori. Il mondo non va avanti con le pugnette che fai te,ma con le scoperte scientifiche.Magari sei pure frocio,sarebbe il massimo."


A proposito: Sputi, storie di disprezzo della Compagnia Letteraria Colonne d'Ercole è in uscita nelle migliori librerie. All'interno, tra gli altri, due racconti di cui mi sono fatto tramite.


Che dire all'amico/a che non si firma? Pagherei per essere lì a godermi la tua espressione di terrore quando capirai cosa può fare la Filosofia al Mondo.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Squarepusher, Go Plastic

mercoledì 20 agosto 2008

L'IO E IL SE' NELLA SOLITUDINE DELLA CAMERETTA VIRTUALE









"Non appena, volendo tentare, scendiamo in noi stessi e, drizzando la conoscenza verso il nostro interno, vogliamo renderci di noi consci appieno, ci perdiamo in un vuoto senza fondo, simili a cava sfera di vetro dal cui vuoto parli una voce, della quale non è possibile trovar nella sfera una causa: e mentre facciamo per ghermire noi stessi, rabbrividendo non afferriamo altro che un vano fantasma"

(A. Schopenhauer, Il Mondo come volontà e rappresentazione, Libro Quarto).





La citazione di oggi porta con sé una conseguenza tranquillizzante: il solipsismo non si supera confidando nell'esistenza altrui, bensì abbandonando la fede - perchè di fede si tratta - nel proprio io.



Un anno fa ero entusiasta di Second Life, un luogo in cui potevo immedesimarmi nel personaggio che volevo, aprire con due euro un'attivita poco meno che reale e interagire con gente da tutto il mondo.

Oggi anche Google sforna il suo mondo virtuale, Lively, simile a SL ma organizzato in camere invece che in appezzamenti di terreno e isole. Che noia.

Forte di un'esperienza in SL ormai conclusa, mi chiedo come mai, dopo l'entusiasmo iniziale, questo mondo virtuale non abbia avuto il piglio che ci si aspettava.

 

Leggo su Kataweb: "La chiave del successo [di Lively] potrebbe essere l'innesto diretto del programma dentro al proprio browser, uno scoglio che con buona probabilità ha provocato le difficoltà di Second Life."

Tutto qui? Dunque il mea culpa non va oltre qualche handicap tecnico? Mi sembra piuttosto che SL e derivati siano troppo simili al modello meccanicistico della realtà per essere interessanti, sia nella forma che nella struttura soggiacente (ok, gli avatar possono volare e teletrasportarsi, wow!):


- il mondo di Second Life è statico e indipendente dagli avatar. La sua essenza è rappresentata da righe di codice e tabelle di database, mentre l'apparenza sensibile è quella che compare sullo schermo in forma grafica. E' uguale per tutti e trasformabile solo costruendo;

- a ogni "giocatore" corrisponde uno e un solo personaggio (a meno di registrare più avatar, che non si possono comunque governare contemporaneamente);

- invece di ricomporre il guasto cartesiano della separazione tra mente e corpo, l'avatar e le sue modalità di controllo non fanno che aggravare quel falso distacco rafforzando la metafora del controllore e del controllato.

 

Cosa ce ne facciamo di un altro mondo che funziona come questo? Potremmo almeno cambiare modello e fare in modo che:


- il mondo virtuale non sia scritto a priori ma si determini man mano che viene esplorato, in base a funzioni di probabilità;

- ciascun giocatore controlli una propria realtà e non un avatar, e le diverse realtà si determinino reciprocamente in maniera meno controllabile;


Sarebbe un modello diverso, ma con un risultato finale ancora molto simile alla vita reale. Se proprio vogliamo creare una realtà virtuale, reinventiamola da zero, dal livello più basso, che non è quello dei protozoi. Riscriviamo alcuni concetti base, a cominciare da altro-da-sé, causalità e passato.

 

Mi fermo qui. Cari amici di Mountain View, non posso mica lavorare per voi gratis. In questa triste realtà, le idee si pagano. Se interessa approfondire, assumetemi.



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:

Nello stereo: Musica Per Bambini, M__sica