Ieri Sacks ha annunciato sul New York Times di avere un cancro al fegato in fase terminale, citando queste parole di David Hume:
Adesso conto su una rapida dissoluzione. Ho sofferto pochissimo a causa del mio male; e, quel che è più strano, nonostante il notevole declino fisico, il mio stato d’animo non ha subito un minuto solo di abbattimento; se anzi dovessi indicare quale periodo della mia vita preferirei rivivere, sarei tentato di scegliere proprio quest’ultimo. Ho ancora lo stesso ardore per lo studio, e la stessa gaiezza in compagnia.
...
Sono [...] un uomo di carattere mite, padrone del proprio temperamento, di umore aperto, socievole e brioso, capace di amicizia e ben poco capace d’inimicizia, estremamente moderato in tutte le passioni.
David Hume, La mia vita, 1776
Oliver Sacks ha raccontato con piglio da romanziere le patologie più assurde del cervello, mostrando con semplicità e passione quanto sia facile perdere la sintonia con quella che per la maggior parte dei viventi è la normalità.
Fortunatamente continuerà a parlarci ancora per un po', visto che annuncia la sua autobiografia in uscita in primavera, e di aver quasi completato diversi altri libri.
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