martedì 11 settembre 2007

W il ViDèi

Al Vidèi c'erano trecentomila persone, che io a momenti non sapevo più come tornare a casa, perchè avevano chiuso le strade del centro e dirottato tutti gli autobus.
Al Vidèi c'era Beppe Grillo che faceva un gran casino, e grandi gli Skiantos e Alessandro Bergonzoni e tutti gli altri che hanno parlato dal palco, anche se sono rimasto fino alle sette e poi sono andato via.

Il ViDèi si scriverebbe V-Day, ma a me piace di più ViDèi. Anche perchè del ViDèi adesso ci sono tutti i vìdei su You Tube. I vìdei del ViDèi. Come questo.

 


Divagazione: dopo NIN e Tool non potevo perdermi un'altra grande accoppiata di artisti che suonavano in zona: Righeira + Alberto Camerini alla festa della birra di Chiavica. Sono stati l'esempio di come mandare a culo l'ondata revival anni '80. Diciamo pure che l'unica cosa da salvare era la band di Nearco.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Il Kaspersky mi fa una scansione antivirus. Ho preso un W32.Bagle che mi sta facendo impazzire

mercoledì 5 settembre 2007

CONSULENZA FILOSOFICA SU SECOND LIFE. GRATIS.

Van PeltNon solo Soren Despres ha aperto lo studio di consulenza filosofica Van Pelt's alle Cinque Terre virtuali su Second Life, ma addirittura le sedute sono GRATUITE (anche se un'offerta libera è gradita)!

Cercare "consulenza filosofica" nel motore interno di SL per credere. Sarà l'unico risultato della categoria.













Grandissimi NINE INCH NAILS all' Independent Days Festival di Bologna domenica sera. Un set da paura, sia per la musica che per la scenografia: a parte le solite luci, c'era uno schermo trasparente che facevano scendere all'uopo, su cui scorrevano effetti grafici o il classico effetto neve del televisore, lasciando intravedere di volta in volta i musicisti oltre lo schermo o le loro silhouette in primo piano. Finale devastante con Head Like a Hole e bis strappalacrime con l'immancabile Hurt.
Trent Reznor in gran forma, sembra aver dismesso i panni del rocker oscuro e depresso per tenere solo quelli del rocker incazzato. Il pubblico ha apprezzato molto le sue opinioni in fatto di pirateria musicale ("scaricate quello che vi pare da dove vi pare, basta che ascoltiate la mia musica e veniate ai miei concerti, fanculo alle case discografiche"), tradotte per il pubblico dal suo attuale tastierista, l'italianissimo Alessandro Cortini.

Ma vediamo il filmato:




Ecco la scaletta dei NIN:

Hyperpower!
The Beginning of the End
Heresy
Terrible Lie
March of the Pigs
Closer
Survivalism
Burn
Gave Up
Me I'm Not
The Great Destroyer (Slave Screams interlude)
Eraser
Only
Wish
The Good Soldier
No You Don't
Dead Souls
The Hand That Feeds
Head like a Hole

ENCORE: Hurt

Prima di loro si sono esibiti i Tool, che devo rivalutare perchè mi sono piaciuti davvero tanto. Avevo provato ad ascoltarli in disco ma non mi dicevano un granchè. Errore. Anche il loro è stato uno show pirotecnico, con laser e proiezioni sincronizzate e il cantante - virtuoso ma timido - costantemente in controluce davanti a uno schermo, mai illuminato direttamente. Questa la loro scaletta:

Jambi
Stinkfist
46 & 2
Schism (extended)
Rosetta Stoned
Flood
Lateralus (extended)
Vicarious

Notare che nello stesso arco di tempo dei NIN, hanno fatto quasi 1/3 dei pezzi (sono lunghissimi!)

COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Piove e Lulù entra in casa bagnata. Un paio d'ore fa si è presentata con un topo morto.

domenica 19 agosto 2007

DAMMI IL TIRO!

Problemino condominiale d'agosto, tanto per non farci mancare niente: qualche buontempone si è divertito a togliere la placca della serratura dallo stipite del portone, quindi l'impulso di apertura non arriva più, quindi il portone resta chiuso che si usi il pulsante o la chiave.


Cercando in giro per il web una soluzione al problema (che ovviamente non ho trovato), ho scoperto invece perchè a Bologna diciamo "mi dai il tiro?" quando chiediamo di aprire il portone.
La spiegazione è qui: dammi il tiro



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
I condomini si alternano a spintonare il portone per cercare di aprirlo, malgrado il cartello attaccato al vetro: "PASSARE DALLA RAMPA DEI GARAGES"

lunedì 13 agosto 2007

TONE WARS Vol.1

Ecco finalmente la Tone Wars vol.1, una compilation tutta realizzata con la mitica Casio VL-Tone. Contiene THE HOLY CALL, orgogl'e mammà. Si va da pezzi glitch ad altri che hanno la dignità di canzoni pop, a musichette di intrattenimento. Davvero una gran varietà di generi, dove la Casio è spesso irriconoscibile.


Si può scaricare GRATIS dal link a fianco.


 


 


 


Ho già in tasca i biglietti per due concerti in zona (l'ho già scritto? non ricordo): Nine Inch Nails al Parco Nord il 2 settembre (con Tool, Peeping Tom e altri gruppi che poco interessano) e Chemical Brothers il 27 novembre (non è mai troppo presto...) al PalaMalaguti. Il primo singolo del nuovo album dei CB ha uno dei soliti testi profondissimi:


Chemical Brothers - Do It Again


Let's turn this thing electric,
Let's turn this thing electric,
Let's turn this thing electric,
Let's turn this thing electric,
Let's turn this thing electric,
Let's turn this thing electric,
Let's turn this thing electric,
Let's turn this thing electric,

Do it again,
Do it again,
Do it again,
Do it again,

Oh my God what have I done,
(Do it again),
All I wanted was a little fun,
(Do it again),
Got a brain like bubblegum,
(Do it again),
Blowing up my cranium,
(Do it again).

Turn off my robotic brain,
All my thoughts are all insane,
(All insane).

Do it again,
Do it again,
Do it again,
Do it again.

Paint my face and bang my drum,
Hold my bone up to the sun,
Bang my drum and paint my face,
On my plane to hyperspace.

domenica 22 luglio 2007

THE ACCOUNT GARDENER

Quando ho scritto il penultimo post non sapevo ancora del portale aNobii, di cui mi ha parlato Jadel per la prima volta due giorni fa. Si tratta di un sito per bibliofili in cui si segnalano i libri letti o in corso di lettura, gli si assegna un punteggio e si può anche scrivere una recensione. Si può vedere quanti utenti hanno letto il libro, come lo hanno giudicato, spulciare le librerie altrui, trovare altri utenti con gusti simili ai propri nelle cui pagine scegliere la prossima lettura. Oppure affidarsi ai consigli del sistema, che azzarda la rubrica "Libri che potrebbero piacerti" in base a quelli che hai già inserito.
Una meraviglia, ma pur sempre un nuovo account da coltivare.


Potevo esimermi dall'iscrivermi? No. Questa è la mia pagina.


COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
Nello stereo: Daft Punk, Robot Rock

domenica 15 luglio 2007

W INTERNET

Al bando qualsiasi buon proposito di scrivere di più sul blog. Ormai il post è diventato un appuntamento mensile, ahimè. Una volta c'erano solo l'e-mail e il blog, tutt'al più qualche sistema di messaggistica tipo Skype o MSN.

Alle mode internettistiche non ci si sta più dietro: hai aperto un blog? sei già obsoleto, adesso va il microblog. In effetti forse riuscirei ad aggiornare più spesso un microblog che non il blog. E su MySpace ci sei con il tuo gruppo? Claro que si, non con uno solo ma con almeno mezza dozzina di gruppi. Ma anche quello è già preistoria, ora la musica si fa su Second Life.
Quanti nickname? Uno per ogni sistema. Le password poi non si contano.

E' partita la CMB House Of Music su Second Life, l'inaugurazione con prove virtuali dei TmSky è andata benone, buona risposta di pubblico e risonanza sulla stampa locale. Ripeteremo presto altre prove o concerti.
La Controfesta è andata abbastanza bene, a parte mille problemi con i quadri elettrici. L'esibizione dei Floyd Machine è stata spettacolare. Ecco un racconto della giornata, al netto degli ingastrimenti vari:


Controfesta"Il 7 luglio è una giornata calda e magica. Il caldo è assicurato dal bel tempo, che non ha dato il minimo segno di cedimento per tutto il giorno. La magia è quella dei numeri, per chi interpreta il 7/7/'07 come una data speciale. Di certo è speciale per noi, per questa Controfesta a Castel San Pietro Terme, la prima in otto anni interamente dedicata a un grande artista e alla sua creatura. Syd Barrett è scomparso esattamente un anno fa, i suoi compagni di viaggio e tanti altri che hanno subito l'influenza del suo genio gli hanno già reso omaggio in una grande kermesse londinese. Nel nostro piccolo vogliamo fare lo stesso.
La serata (doveva essere il tardo pomeriggio, ma è meglio così: alle 20 fa un po' meno caldo) si apre con i giovanissimi Ellephant, e le emozioni non tardano ad arrivare: alcuni brani degli album a cavallo tra i '60 e i '70 sono riproposti fedelmente. Anche i C.A.D. Maps, assieme al cantautore Adriano Modica, omaggiano Syd e i primi Pink Floyd, oltre a presentare alcuni brani propri.

Al sedicente "figlio dei Pink Floyd", alias Dario Antonetti, bastano una chitarra acustica, un amico percussionista e la solita ironia per catturare l'attenzione di tutti, compresi gli altri musicisti. Intreccia storie di omini vegetali, delusioni amorose e biciclette psichedeliche con tanto di effetto anatre sul finale. I Mariposa stravolgono i brani di Barrett in un caleidoscopio sonoro tra il serio e il faceto, con strumenti giocattolo e giochi di parole. Da veri professionisti, approfittano persino di un intoppo tecnico per esibirsi in un virtuosismo vocale, una versione a cappella approntata in quattro e quattr'otto per il pubblico in adorazione.


Alle 22:30 è il momento dei Floyd Machine e del loro curatissimo set, con luci e proiezioni che riproducono in scala ridotta (ma neanche tanto) i magniloquenti show degli originali. L'apertura è quasi ovvia: Speak to Me, Breathe, On The Run, Time... Poi una virata: non è tutto Dark Side, almeno non di filato. Altri brani si interpongono, li ricordo in ordine sparso: tanti da The Wall, le tre parti di Another Brick, Young Lust, persino Empty Spaces con i fiori che fanno l'amore sullo schermo circolare prima di divorarsi a vicenda, seguita dall' "inedita" What Shall We Do Now?, con musica e video sempre perfettamente sincronizzati. La voce su The Great Gig In The Sky fa accapponare la pelle, il sax è impeccabile e virtuoso su Money e Us And Them.


Un lungo intermezzo musicale prelude a Goodbye Cruel World, finale sussurrato della prima parte del concerto. L'ultimo mattone nel muro è messo con tanta precisione che qualcuno teme sia mancata di colpo la corrente. E invece è la dimostrazione del grande rigore con cui i Floyd Machine ricreano le atmosfere floydiane.


L'omaggio a Syd è commovente fino alle lacrime, quando il suo volto riempie lo schermo sulle note di Crazy Diamond. La luce è ancora accesa negli occhi, prima che diventassero "come buchi neri nel cielo". Poi ancora una stupefacente e personalissima versione di Atom Earth Mother, le scelte insolite di Fat Old Sun e The Gunner's Dream (che neanche gli originali hanno l'ardire di suonare più), l'incedere minaccioso di One Of These Days, l'immancabile Wish You Were Here.


Cluster One e High Hopes a chiusura del concerto non saziano ancora, il bis è richiesto a gran voce e concesso, anche se è già l'una. Sembra che le autorità ci abbiano graziato, così riparte un campione ben riconoscibile: voci che tra angoscia e apatia domandano "Is there anybody out there?". Eccome se ci siamo: tutto il parco Casatorre si fa sentire, ed è Comfortably Numb.


Ora si che ogni cosa è al suo posto."



COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
In Second Life faccio camping alla Money Island

sabato 2 giugno 2007

INCIPIT VITA NOVA?

 

"Personalmente, non ci trovo nulla di preoccupante. Milioni di persone vivono la vita “reale” con la convinzione che si tratti di una mera illusione e che la vita “vera” si realizzerà in un non ben identificato “aldilà”. Non vedo per quale motivo questa forma di fabulazione esistenziale debba essere considerata più valida di quella che postula la rilevanza culturale, sociale ed epistemologica dei mondi virtuali."
Matteo Bittanti, ricercatore alle università di Stanford e Berkeley




Soren1Ecco qua il mio avatar di Second Life, dentro alla casa del mio progettino, ancora in costruzione.
Una cosa inspiegabile: anche in SL, pur potendone fare a meno, porto gli occhiali. Ho provato senza, ma proprio non mi ci vedo. (Se li tolgo in SL "non mi ci vedo", mentre se li tolgo nella Real Life "non vedo" e basta.)
Funziona un po' come con le scale: perchè in SL ci sono scale, dal momento che gli avatar possono volare? Perchè si mettono ringhiere alle terrazze se finire giù non è un problema (non ci si fa neanche male)? Sempre per il bisogno di familiarità, di avere anche nel mondo virtuale dei riferimenti che conosciamo bene, e perchè si possa continuare a considerare "straordinarie" le capacità extra del nostro personaggio.


Soren2C'è da dire che sono ben pochi a utilizzare veicoli di qualsiasi genere. Soprattutto, quasi non ci sono automobili in giro, sebbene per noi non ci sia nulla di più familiare del traffico.









COSA SUCCEDE MENTRE SCRIVO QUESTO POST:
c'è il Trio Medusa su Radio Deejay